venerdì, 03 marzo 2006

Mi preparo una colazione coi tuoi sorrisi
per essere sano e destro,
cambiando il mondo cambiando canale.
Ho ormai una casa, ho un giardino, ho un cazzo di camino
che butta fuori tutto il giorno fumo
il cane, guarda, hai lasciato una scarpa in giardino.
Parlo veloce, parli veloce, parli fottutamente veloce, non ti seguo,
hai i tuoi momenti
che ci fa un mangiafuoco con un'infermiera?
ci sono venuti pure i figli dementi
Hai i primi capelli bianchi, si va bene io ce li ho da tempo.
Per mettersi d'accordo ci vuole l'avvocato?
tua figlia, mia figlia si è impiastricciata col gelato.

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venerdì, 03 febbraio 2006
 A 2006 anni dalla nascita di Gesù Cristo
uno sciame di cavallette prese d'assalto sacre terre.
Ha un bel dire il portavoce di Iddio: "ma qui, ma là"
Simpatico uomo, non è certo colpa mia se le parole
son quel che sono
Le cavi/ provi / le cavi le zampette,
e gli tagli come può la scatola cranica
Converrà, dentro c'è un cervello
di insetto.
Uno, magari appassionato, gira la rotellina
poi quelle agiscono spontaneamente.
E così via; questo da duemilasei e più anni.

Notte.
I manovali della più nota cooperativa rossa della città
hanno issato su due stecche di ferro
un grosso manifesto con dei disegnini: diciamo uno spicchio di luna
gialla e pallida
su un cielo blu dal rossore per la stella benedetta.
come si fanno a contenere dentro un unico cosmo
gli astri di oggi?
Nello strepito delle guerre combattute all'unisono
sotto, sopra il vociare dei disillusi,
si sono ammutinati tutti gli oroscopi.
Quando la morte è solo un mandarino di legno
tenuto in mano in una discarica lunare.

Lei
Con dei grandi occhi portati con fede,
piccole costellazioni
sotto occhiali quadrangolari;
sguardo virginale di chi l'ha preso in culo
più e più volte.
Occhio rubato e diviso,
con una pupilla di passaggio non sua che,
irriconciliata con il mondo,
vola via all'orizzonte
come fosse un silenzioso e disciplinato sciame di cavallette.
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sabato, 26 novembre 2005
Sentendo parlare
d'una società senza classi
il fanciullo sogna
un mondo che marina la scuola.
Ed è con benevola indifferenza
che sorride
quando il professore di Viva la Francia
lo informa che è l'ultimo della classe.
E quando lo stesso educatore
gli predica il suo grande Credito-Credo
il ragazzo non comprende un solo predicato
a tutte le sue omelie melodrammatiche
e non presta alcuna attenzione
a tutta questa Edificazione.
E apprende con un sorriso
che oltre che nella Storia di Francia
è l'ultimo degli ultimi
anche al Catechismo della Perseveranza.
Dovreste vergognarvi
gli dice il Mortificatore
Perché dovrei vergognarmi
dice il ragazzo
Non mi avete detto voi stesso
or non è molto
Gli ultimi saranno i primi
Allora aspetto.

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giovedì, 06 ottobre 2005

Sedici anni vanno e vengono,
ma sono un taglio
su un filo di corsa campestre.
Questa poesia si occupa
dell'immensità del cosmo,
piccolo come un uomo di fronte
alla cruna d'un ago.
Là sta il segno del destino,
Marte è un pianeta vicino.
Dite: chi mai potrebbe non innamorarsi
di una bandiera
che punta su questi cieli?
Eh?

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martedì, 20 settembre 2005

Il punto,
è che bisogna essere aggressivi e sentirsi oppressi
Il punto,
è che si deve fare questo e quest'altro
Il punto,
è che si deve sbirciare dai cassetti
Il punto,
è che esistono gli spigoli, le incongruenze [oddio le contraddizioni
Il punto,
è che bisogna sempre spingere all'estremo
appiccando un fuoco, mentre se ne spegne un altro
Il punto,
è il giovane intellettuale che cerca le ragioni,
il vecchio innamorato essendo in attesa che squilli il telefono
Il punto,
è che il fuoco brucia le mani e cos'altro. Non puoi toccarlo.
Il punto,
è prendere atto di essere vivi.
Il punto,
è trovare una ragione per perdere dell'altro tempo
Il punto,
è desiderare un massacro di barattoli di vernice fresca
Ma ti prego,
ovunque tu vada,
serba con te quella spada di legno
promessa misurata dieci anni fa
sul cranio della Terra.

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mercoledì, 14 settembre 2005

 La stanza ha due mobili. La stanza è un vaso, un tavolino e tre sedie. Ma qui gli occhi diventano gialli, tintin, una vista speciale, e vedi i girigogoli sul divano, nervi di una pelle verde che si intrecciano e si corteggiano; un'accavallarsi di fantasie e righe, sul mio divano, ora.
Giorni di sole, non significano niente per me, ma è solo buio e tutto è bagnato, se qui non ci sei te. Credo a quel che vedo, un battesimo, una cresima e una comunione nel sogno opaco della maniglia d'ottone di una porta che non c'era. Un occhio, una serratura e il mondo che non esiste.
Il muro è un coro, lo sguardo un ricordo, il pensiero un foro [sibillino nella mente di una pistola che spara felicità. E' qui la sicurezza di un oggetto scarico o la roulette russa di qualcosa che ti dirigi contro. Di tutti i moti questo è il più bello, quando le ferite girano in tondo ad un albero, e il sangue è pomodoro. Divora, distruggi, calpesta, ma tutto presto rinascerà.
Giorni di sole, non significano niente per me, ma è solo buio e tutto è bagnato, se qui non ci sei te. Tin tin. Tutto muore, sembra dire il saccente, "anche a prendere la più bella pianta di tutti i tempi"! Tutto il verde che se ne ritorna dentro il divano e le nervature spariscono. Qui ormai c'è solo una stanza, un tavolino e tre sedie. Occorre fare qualcosa.

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giovedì, 08 settembre 2005
* Diana

Mia nonna si chiamava Diana Spencer
ed è morta
ma alle volte mi riappare in sogno
e mi dice "mi raccomando, comportati bene"
ed è per quello che io mi comporto bene.

* Rap_ballad

Figlio di troia di un manager di una schifosa multinazionale
che minkia aspetti a mettere quegli sporchissimi soldi
nella mia cazzo di mano?
(la poesia è fottutamente finita.)

* E' quasi

E' quasi, è come se tra mille teste di cazzo ci fossi anche te.
Ma non è che sei una testa di cazzo eh.
Guarda, volevo dire un'altra cosa.

* E' come

E' quasi, è come se tra queste mille teste di cazzo
ci fossi anche te,
che però non sei una testa di cazzo, anzi tutt'altro.
Ecco.

* Ci sono le stelle

Quelle lassù sono le stelle.
Anche se non ci fai caso verso quest'ora ci sono sempre.
Tu sei, mettiamo, a bere acqua zucchero e limone
e fuori ci sono le stelle!
Sono come bagnanti,
arrivano, si stendono un pochino prima del bagnasciuga,
apparecchiano la tavola per il picnic sul cosmo
mettono gli ombrelloni,
e poi ci guardano.
Vedi quella là? Penso sia l'orsa maggiore, o minore non ricordo
Quello là è il carro, di più non ti so dire
e quella è la stella polare
è molto bella, non credi?
I marinai la usavano per orientarsi,
anche Ulisse...quando faceva il marinaio.
E anche il mio bisnonno.
Sai, era un marinaio.
La vita da marinaio secondo me è bella.
C'è il vento, le intemperie, le onde,
gli squali tigre, le vele issate, cazza la...cazza la goghena, com'era?
Issa la poppa, insomma quelle cose là.
Proprio bella la vita d'avventura, non credi?
Il canto delle Sirene, Afrodite, e la stella popolare.
E' bello sapere che ovunque tu vada
c'è sempre la stella polare e tu sai dove andare
da quale parte schierarti,
sai?
Credo che ognuno abbia una stella polare.
Una stella polare tutta sua, e quando è triste guarda la stella polare
e sa cosa fare.
Ci sono momenti nella vita che perdi la rotta e insegui un canto falso
e ti ritrovi contro uno scoglio
e la barca affonda
così come le tue speranze.
E sei lì, tra i flutti, ti aggrappi ad un pezzo di legno e guardi la stella polare
un puntolino giallo che ti vuole bene.
Ma mi stai ascoltando?
Ci sono le stelle.
Notte.
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mercoledì, 22 giugno 2005
L'ultimo grande amore, al mondo, consumato
su di una pista ciclabile:
Mi manca il tuo odore di plastica,
bambola gonfiabile.
Porto oggi e domani a spasso
per la giungla delle liane
l'ultima cucciolata del mio cane,
ingravidato dallo spirito santo.
Scrivo cose di sinistra e d'incanto
sul lampione davanti al Molo.
Ho messo un cavallino a dondolo
a dondolare
su una sedia a dondolo.
Ammirate. il fascino sensuale
di questa stampante.
Ho la stampante più elegante del mondo.
Stampanti che stampano moduli
da compilare
spie che spiano
luci che luccicano
e figure di carta che poi ritaglio
e attacco sempre sul lampione davanti al Molo.
Insomma, stamani quella macchina era parcheggiata
una ad una ad una le lamiere si sono accartocciate
i vetri delle portiere si sono infranti
in tante piccole ipotenuse di vetro di portiera
il cofano è schizzato via
il tappo della benzina schizzava benzina
quindi il tetto è saltato in aria
e sei rimasta tu, la più bella ragazza del quartiere
e forse del mondo.
Così ti ho detto, sfidando l'emozione
la timidezza, l'asma
le balbuzie
e l'acme giovanile:
Ma hai visto come sono eleganti oggi giorno
i pinguini?

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martedì, 07 giugno 2005

Viaggiare a caso  per il web e la blogsfera è l'atto situazionista per eccellenza.

La misura drastica e rivoluzionaria di trovarsi in mezzo ai cazzi altrui.

E poi chiudere la porta, chiedendo scusa del disturbo, e trovarsi catapultati in un altro mondo

Stanza buia e fumosa, un libro poggiato sul crinale

di un letto sconsacrato.

A chi apparterrà?

Quadri di progenitori, stringhe di vita, bit e frames di colpe e peccati originali

Un viso sepolto sulla patina offuscata del vetro del cesso,

tra vapori acquiferi e opache reflessioni,

il ghigno nelle guance scavate della morte essendo

appollaiato come cigno nero sulle travi del soffitto.

Sfila via la noia immortale

tra i rivoli della doccia appena consumata.

S'innalza, composto e stabile, il coro degli angeli

di fronte al fuoco ancestrale.

La memoria passa per le guance arrossate dei sassi.

E soprattutto: io che cazzo ci faccio qui?

In questa stanza che non è mia e non è di nessuno.

 

(nel riquadro: "la stanza della luce e della pittura" ; m. mozzanchi)

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mercoledì, 27 aprile 2005
Sei bella come la marea
che scivola sul bagniasciuga
Sei dolce come la sabbia
che si accosta alle guance arrossate
Sei il vento fluido
che pettina il vestito bianco dei cigni
Sei complessa come il lungo mare
e il pensiero si arrampica
su scogli macchiati d'acqua
Sei calma e determinata come la palma;
solare l'ombrello verde-foglia
che ti veste.
Sei strana e pericolosa
come il ciglio sul fosso.
Sei il vento che striscia tra i cespugli
e la pioggia che bagna intorno l'uscio di casa.
Sei tutta la mia fiducia
in una stella polare.
Sei tutto ciò
che tronchetti provera si comprerà
con le privatizzazioni di tremonti.

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