mercoledì, 25 gennaio 2006

Forse è vero che i bambini sono di sinistra, come diceva De Andrè.
Hanno preso il mondo che è anche loro, l'hanno asfaltato, hanno asfaltato persino i pochi alberi rimasti e l'hanno seminato di odio e diseguaglianze.
I frutti che ne sono derivati sono mandarini giganteschi quanto insipidi, e la paura dell'altro, propria di individui che, terminato il lavoro, si rinchiudono nelle loro fortezze/bunker (atomici). Accendono la televisione e sentono parlare di pericolo di attacchi terroristici, allarmi rossi, orde di calndestini che ci invadono e ci rubano il lavoro, sconvolgimenti climatici e forze della natura ostili senza che se ne capisca la natura derivativa.
Tutta la nostra società va bene, ma è costantemente messa in pericolo. E il pericolo è esterno, viene da loro. Loro sono tante cose: freddi polari, immigrati, tornadi, nemici dell'Occidente, metalmeccanici che scioperano, gente che chiede partecipazione.
In tutto questo i bambini, i ragazzini dovrebbero guardare con terrore il compagno di banco (sarà un aspirante terrorista? Ma non lo fanno, perchè sono più intelligenti della Fallaci) e da oggi rischiano la pelle a giocare a nascondino, quando scavalcheranno una recinzione per nascondersi dietro un baldacchino, sotto gli occhi allarmati di uno sceriffo leghista che se ne stà alla finestra con un fucile a pompa in mano.

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martedì, 02 agosto 2005
CONTRORDINE
Il grande orecchio
ALESSANDRO ROBECCHI
Se anche i banchieri si mandano i bacini per telefono come Adriana e tutti quegli altri deficienti degli spot dei telefoni, la cosa è grave e stupisce che se ne occupino i giudici. Questa è materia per sociologi, antropologi e (probabilmente) psichiatri. L'intercettazione telefonica è ormai un collaudato genere letterario, molto amato dal pubblico che può finalmente fruire di un po' di pornografia e voyeurismo senza donne nude di mezzo. Meglio ancora se le frasi registrate e poi trascritte su ogni gazzetta sono di un potente, perché è un po' come vederlo in mutande, e questo piace sempre. Piace controllare che il paese che conta, le alte sfere, i vertici sono (quando va bene) fessi come noi, dicono le stesse cazzate e si esprimono liberamente, dimenticano i corsi di dizione, si mandano baci e si vantano come pavoni per l'ultimo affare andato in porto. E' possibile che la categoria «banchiere» sia intercettata quasi al cento per cento, cosa che mi auguro non succeda con le categorie «elettrauto» o «parrucchiere».

Pure, questi esilaranti spezzoni di prosa telefonica hanno un sapore agrodolce. Abbiamo infatti la sensazione che senza quelle righe non avremmo saputo, e quindi ringraziamo per il servizio alla verità. Ma abbiamo anche lo sgomento che nulla di quel che si dice sfugge, che ogni cosa, e in ogni momento, può essere ascoltata e, nel caso sia particolarmente nefanda o stupida, può diventare pubblica.

Mi chiedo quanto manca perché qualcuno cominci a farci dei soldi: il reality con le intercettazioni, il settimanale scandalistico, il sito internet con tutte le chiacchiere di tutti quanti. C'è mercato, vi assicuro, e scatterebbe anche il collezionismo: quanto può valere per un appassionato la registrazione (intercettazione ambientale) del terzetto Gasparri-La Russa-Matteoli al bar? Il museo di Predappio farà sicuramente un'offerta. Ma questo è colore locale. Pochi sanno, invece, che in quasi tutta Europa i garanti della privacy equiparano l'intercettazione (che deve essere autorizzata dalla magistratura), alla data retention, che sarebbe l'obbligo di conservare e archiviare i dati telematici di tutti quanti. Una direttiva europea molto severa sta per essere varata in materia, e contiene l'obbligo di conservare per un anno tutto il traffico telefonico e per sei mesi quello telematico (internet e mail) di ogni essere umano in possesso di un telefono o di un computer. Alcune associazioni (come l'European Digital Rights) si oppongono e protestano. Ma intanto in Italia, con l'aiuto delle recenti leggi speciali del pacchetto sicurezza, siamo già ben oltre, e la data retention sarà probabilmente di durata addirittura superiore. Per combattere il terrorismo, insomma, le mail, le informazioni raccolte in rete, i dati sulle telefonate fatte, quando, dove e a che ora e a chi, quelle ricevute e tutta l'attività via filo, voce o tastiera, sono registrate e conservate per anni. Il che significa che più o meno tutta la nostra vita è monitorata passo dopo passo, e che tutti gli utenti telefonici italiani, cioè la totalità della popolazione, è permanentemente equiparata a un sospettato. Va da sé che non è il momento di lamentarsi per simili quisquilie, dato che si alzerebbe immediatamente qualcuno a chiederci se non preferiamo per caso esplodere su un autobus. Messa così l'alternativa - del resto, è così che la mettono - si capisce che la gente sia abbastanza indifferente alla registrazione dei propri movimenti elettronici, continuando a considerare fantascienza una cosa che è già diventata burocrazia.

Naturalmente, c'è da essere scettici sul fatto che monitorare le mail o il cellulare della sora Pina e conservarne i movimenti servirà a qualcosa (a meno che non si metta pure lei a baciare banchieri). Ma intanto si accetta supinamente (a volte senza nemmeno saperlo) l'equazione che per avere più sicurezza bisogna avere meno libertà, ed è indicativo che il primo passo verso il controllo totale sia il gadget principe degli italiani, che ne hanno e ne usano più di tutti: il telefono. Il fatto che si chiami privacy una cosa tanto ampia e complessa che si dovrebbe chiamare libertà pare a tutti secondario. Di fatto, però, comunque la si chiami, ne abbiamo già un po' meno, anche senza essere oggetto di indagini, senza bisogno dell'autorizzazione del giudice. E senza nemmeno essere banchieri.

(alessandro robecchi)

http://www.ilmanifesto.it/
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venerdì, 29 luglio 2005

Ci siamo. Le primarie ingranano la marcia e i bambini sono felici.
L'ultima volta avevamo dato un'ipotesi fantastica sulla composizione degli sfidanti (cfr.
"Primarie, dunque")mentre ora si può ben valutare la lista reale e definitiva.
Prodi c'è, sostenuto dalla direzione ds più gli amici-nemici della Margherita, e lo Sdi. Di Pietro anche, così come Pecoraro Scanio con una lista arcobaleno che unisce Verdi, Pdci, più qualche girotondo e settore sindacale. Infine Bertinotti, che porta con sé Rifondazione e la neonata associazione "Uniti a Sinistra" di Folena e Martone, prospettante una sinistra allargata ma radicale e pacifista, che peschi anche tra i transfughi dell'universo diessino.
E dimenticavo Mastella, come al solito, che gongola per i nuovi arrivi ex-forzaitalioti.
Bene, ci sono tutti. Si parte.
Però ancora i programmi non sono stati ben delineati, quindi per ora si può solo accennare alle cose note.
Prodi ha preferito il tir alla bicicletta, questa volta. Con un cargo-frigorifero di merluzzi se ne andrà in giro per l'Italia di centro-sinistra, partendo dalla ridente e familiare Emilia Romagna.
Una politica moderata, e attenta all'Europa e ai conti pubblici, più la promessa del ritiro delle truppe dall'Irak, sono le prime indescrizioni.
E' il candidato favorito e un dinosauro democristiano, secondo discarica lunare.
Mentre Di Pietro fa subito sapere: "Non è mica che ci voglio costi della politica, rigore nei conti della legalità, rigore nel nepotismo, rigore non è che sfido Prodi".
E' il candidato più da cinema trash, secondo discarica lunare.
Quindi abbiamo Mastella (in foto), che dice di rappresentare il centro del centro-sinistra contro lo "zapaterismo" e per i valori della famiglia cristiana.
E' il candidato del Campanile, secondo discarica lunare.
Passiamo a Pecoraro Scanio, in veste di leader di una sinistra rosso-verde, sul modello Izquierda unida.
Un mix che però perde in coerenza, viste le passate deficienze sia nelle tematiche dell'ambientalismo, che della pace, che - infine - del lavoro, se si guarda alla precedente esperienza ulivista o degli ormai timidi Verdi tedeschi.
La lista arcobaleno vanta l'appoggio di un intellettuale come Asor Rosa, e rappresenta il primo serio tentativo di concentrare gli sforzi per l'unità nella frastagliata sinistra italiana. I cinque anni di opposizione hanno fatto loro bene.
Pecoraro Scanio è il candidato della destra della sinistra del centro-sinistra, secondo discarica lunare.
Infine l'ultimo contendente, dato per maggiormente competitivo tra gli sfidanti di Prodi, è Bertinotti, in rappresentanza della sinistra radicale: quindi delle tematiche femministe e i diritti ai gay, le politiche del lavoro, la lotta contro i Cpt, una reditribuzione maggiormente egualitaria delle ricchezze e la promessa di un comunismo precedentemente tradito.
Inoltre Bertinotti vanta un appello al voto di Ingrao e Heidi Giuliani e di un centinaio di personalità di spicco non rifondarole.
Per discarica lunare è il candidato senza se e senza ma, Ma è pur vero che Se si tieni conto del suo peluche di cachemire e delle sue logoranti apparizioni televisive...

Sul fronte opposto, in vista delle politiche 2006, Berlusconi si è riproposto sicuro candidato del centro-destra e del neonato partito unitario.
Non si capisce proprio il perchè abbia rinunciato ad una campagna elettorale basata sui miracoli promessi in passato e sicuramente mantenuti (cfr.
"I miracoli di Berlusconi"), ma ha già pronta l'ennesima crociata contro "i comunisti", con in mano il Libro nero del Comunismo vol.2, dove si prenderanno in considerazione i crimini compiuti nell'arco di tempo che va dal 2006 al 2098.

Chiudiamo con un paio di informazioni sulle Primarie. Sono 4000 le sezioni interessate, e per la prima volta voteranno anche gli immigrati.

[l'immagine che ritrare Mastella è tratta da: http://www.iprovinciali.it/ ]

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lunedì, 20 giugno 2005

E così, finalmente, arrivano le primarie nel centrosinistra. Si parla dell'8 e 9 Ottobre. Prodi ha dichiarato: "Sarà una consultazione popolare, ci divertiremo". Subito è partito il valzer delle candidature. Il primo è Prodi stesso, in veste (non riconosciuta) di rappresentante di un Ulivo che non esiste, e Bertinotti, che si è già detto disponibile alla candidatura (si è prenotato cinque anni fa), in veste (non riconosciuta) di leader della sinistra radicale. Altri nomi forse arriveranno presto. Potrebbe candidarsi scudo-crociato-Marini, travestito da Rutelli (che in realtà è un bambolotto robot prodotto a Taiwan), oppure ancora Boselli, che, sfidando timidezza e globuli bianchi, rappresenterebbe così quel vasto mondo del socialismo ufficiale italiano, non craxiano e non di destra. A questa notizia Pecoraro Scanio avrebbe così reagito. "se si candida il fantasma o.g.m. di Boselli mi candido anch'io, e che cazzo!". Già pronta la controffensiva dell'Italia dei valori che ha in mente di iscrivere alla competizione un cartonato 10 metri per 5 di Di Pietro nudo, per conquistare (così dicono) il voto femminile. Il Pdci, dal canto suo, avrebbe già pensato di candidare un cosacco del Don, che però rifiuta di farsi le sopracciglia alla Cossutta. Per quanto riguarda l'Udeur, Mastella ha minacciato di andarsene, perchè le consultazioni non avverrebbero solo tra gli elettori del Campanile di casa sua.  I Ds, come si vede, ancora non hanno preso posizione, come gli capita da anni ormai. Per ora è apparsa solo la linea ufficiale di Fassino, che ritiene  giusto considerare la linea di Prodi come la propria. Mentre invece dal canto loro, Gloria Buffo sostiene che sia giusto avere un candidato diessino doc, e Cesare Salvi che sostiene che sia giusto avere un candidato salviano. Infine D'Alema è irreperibile per i giornalisti (è occupato in barca a vela, vissani-smo, e sfoltitura dei baffi).

Allora, come si svolgeranno queste elezioni? Molti pensavano ad un referendum popolare (magari a spese di Prodi), ma è lo stesso candidato favorito a chiarire che si tratterà di una sfida di corsa in bici, come ai bei tempi di Fausto.

Coppi.

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domenica, 12 giugno 2005

Non mi aspettavo niente di particolare da questo referendum, ma una disfatta di tale portata pensavo fosse inconcepibile! Avendo fatto lo scrutatore, stamani mi era veramente presa male nel vedere agli atti solo una manciata di voti. Mi consola parzialmente almeno il fatto che nel mio seggio si sia raggiunto un relativamente dignitoso 25% afine giornata, che potrebbe diventare un 35% domani. Niente di ché; ma se poi penso alla media nazionale mi viene da vomitare. Aggiungo solo due ultime cose. Primo: oggi mi sono davvero vergognato di stare in questo paese. Secondo: stamani è venuta una signora di 97 anni. Bastone in mano; ci ha messo due minuti per arrivare alla postazione di voto, ma appena è arrivata ci ha guardato ed ha detto "sono o non sono una cittadina con grande senso civico?"

Sono quelle piccole cose, di fronte all'orda della maggioranza silenziosa di disimpegnati o furboni, che ti fanno riflettere.

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sabato, 04 giugno 2005

Per consentire alla ricerca di trovare terapie per malattie oggi incurabili. Per permettere alle coppie sterili di avere figli. Perché l'amore e la volontà, non il dna, rendono due persone due genitori. Perché le "scelte di coscienza" appartengono alla coscienza delle persone, e non allo Stato. Per la laicità e la libertà religiosa.

«Anche in questi giorni, Signore, di fronte a scelte totalmente nuove, difficili e complesse, sollecitati dal referendum sulla procreazione assistita, si preferisce puntare su cattolici obbedienti e ignoranti piuttosto che su persone libere e coscienti. E pensare, Signore, che tu per i discepoli e per tutte le persone che hai incontrato mai, ma proprio mai, hai adoperato la parola obbedienza: la libertà di figli, anche a costo del fallimento della storia. La lista tenderebbe ad allungarsi».

(Don Albino Bizzotto; Beati costruttori di Pace; Pasqua 2005)

*  appello di esponenti femministe:

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/02-Giugno-2005/art47.html

* appello di esponenti del mondo cattolico:

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Giugno-2005/art50.html

«Si tratta di una legge antiscientifica, perché impedisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali che potrebbero guarire enormi malattie, e di una legge liberticida, perché incide sulla libertà più intima dei cittadini, in particolare delle donne. Inoltre, non si può imporre la morale cattolica a tutti i credenti e non credenti. Per questo, va assolutamente cancellata».
(Margherita Hack)

"La legge 40 sulla procreazione assistita e' una legge contro le donne, perche' il desiderio di maternita' e' naturale e questa legge fa di tutto per ostacolarlo. Ogni giorno almeno 10 mila uova fecondate in normali rapporti di coppia non attecchiscono in utero e muoiono. Circa 300 mila al mese, 3 milioni e seicentomila l´anno. E questo solo in Italia. Una strage di potenziali bambini e, secondo la Chiesa, di anime che non si sa dove vanno. Da scienziato e ateo rispondo: da nessuna parte. Ma secondo la Chiesa, non essendo battezzati, dovrebbero finire tutti nel Limbo. Ipotesi scartata però da San Tommaso d´Aquino che fissa al terzo mese di vita la comparsa dell´anima. Mentre per l´ebraismo il momento chiave è il quarto mese. (...) ''andare a votare e' un dovere, sia che si voti per il si' sia che si voti per il no''.
''Se il no vincesse - ha concluso Veronesi - io per primo mi inchinerei alla maggioranza, accetterei il fatto che le mie idee non corrispondono a quelle delle maggioranza e, di conseguenza, mi uniformerei a questo valore popolare''" (Umberto Veronesi)

*ps. per il banner sul referendum si ringrazia fantom*

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domenica, 24 aprile 2005

Una volta, quando ero piccino, o per meglio dire, quando ero un feto, me ne stavo tutto raggomitolato nella pancia di mammà. Non posso dire che ci stessi male, anzi tutt'altro: vitto e alloggio gratis, atmosfera da cinema porno anni sessanta. Quando avevo sete e fame mi attaccavo alla cannuccia ombelicale per bermi un succo (gastrico) e poi passavo il tempo a fare i rutti, ma adesso me ne dispiace perchè so che ho fatto fare molto figuracce a mia madre, e non vorrei che mammà abbia avuto dei problemi al lavoro per via dei casini che facevo allora.
Comunque sia, in una giornata buia e tenebrosa e tuonosa, mi apparve una madonna, vestita con degli abiti larghi tipo Iva Zanicchi, e mi disse "Sono la madonna delle donne incinta". "Acc." dissi, "Aspetti che rimetto un pò a posto la pancia. Ma guardi che mia madre non è mica iscritta a quel sindacato". "Non importa", mi rispose. "Senti, c'è Buttiglione che ti vuole là fuori. Ti stà aspettando. Tu sei vita, è arrivato il grande momento" Mi toccai e risposi "Non iniziamo con questi discorsi, madonna, io non ho voglia di uscire" "Tu sei vita" ribattè questa eterea Iva Zanicchi. E io: "si, ho capito che sono vita. Ma mi piace stare qui. E' vero, si stà un pò stretti in questo posto, e mi stà pure venendo un crampo a stare in questa posizione, però vedi questo mondo è tranquillo. Là fuori mi dicono che è brutto. Ogni tanto poggio un orecchio alla pancia e sento dei discorsi inauditi. Nel vostro mondo c'è lo smog, ci sono le guerre, le donne sfruttate, ci sono gli ex-repubblichini, bambini che muoiono di fame e pure Baget Bozzo. Questo è troppo, francamente. Sarebbe meglio che la vita la portaste a quelli che vivono, a quelli che stanno già esistendo, ai milioni di bambini poveri, invece di venire a rompere i coglioni a me (scusi il linguaggio)".
"Tu sei vita" rispose la madonna. "Eh, vabbeh. Cos'è? Un mantra?" - ribattei io.
"Vieni, ora, è arrivato il tuo momento." "Oh madonna, ma dammi il tempo di vestirmi, mica posso venire ignudo." "Non c'è più tempo, andiamo".
Me ne uscii tirato per le gambe da delle braccia pelosissime. Piangevo e volevo gridare: piano! piano! o madonna! Son mica un abbacchio!; quando fui accecato da una luce fortissima e steso su un lungo letto dove me lo togliarono (il cordone ombelicale). Poi riconobbi in alto Buttiglione che mi benediva con l'olio santo di ricino e arachidi e pensai che il troppo stroppia, e questo valeva anche per la mia vescica, così pisciai ovunque in tutta la stanza, con una forza spaventosa che eran 9 mesi che la tenevo.
Così Buttiglione scappò via piangendo e bestemmiando, mentre invece Pannella cercava di raccogliere il getto orinoso in un bicchiere.
Forse la vita poteva essere divertente, e allora realizzai: "Orsù, mi avete scomodato infine, ma non mi avrete mai come volete voi"
Finalmente vidi la mamma e a lei, di nuovo, mi ricongiunsi.

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venerdì, 29 ottobre 2004

DUBAI - La televisione qatariota al Jazira ha affermato che diffondera' un video del leader di al Qaida, Osama bin Laden. L'emittente ha detto che bin Laden si rivolgera' al popolo americano. Il video verra' trasmesso alle 20:00 Gmt (le 22:00 in Italia). ''Bin Laden - ha preannunciato al Jazira - parlera' dei motivi e dei risultati degli attacchi dell'11 settembre 2001''. (ansa)

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domenica, 24 ottobre 2004

Libero è il quotidiano di Feltri, associato col partito monarchico italiano. Chi l'ha letto in questi giorni, ma più in generale di quando in quando, sa del carattere reazionario suo proprio. Persino sulle due Simone (da loro ribattezzate 'vispe terese') hanno gettato fango, mandando uno pseudo giornalista a fingersi loro amico, e così raccontarci la loro vita in vacanza. Macabre cose ne escono fuori, quali il loro impazientirsi per i fotografi e paparazzi, e il loro stare in casa in camicetta anziché col burka.

Sono migliaia gli esempi come questo, di squadrismo giornalistico, per giunta senza controllo sulle fonti, al solo scopo di infamare tutti quelli che non la pensano come Feltri o Farina (non credo che il resto del corpo redazionale goda di qualsiasi possibilità di mettere voce in capitolo).

L'ultimo di questi esempi risale al numero di oggi in cui si accusa i no-global e imprecisati "tecnici di indymedia" (sigh) di aver aiutato bin laden. Come? Sarebbero loro ad aver pubblicato, su richiesta di un magrebino, i famosi annunci falsi sulla morte delle due Simone. L'inchiesta (sigh) nasce da alcuni scherzosi (per usare un eufemismo) giovani genovesi che hanno mandato queste informazioni (sigh) al Secolo XIX, e questi in spregio all'etica giornalistica (again) hanno pubblicato il tutto senza verificare l'attendibilità delle fonti. Gli squadristi di Libero hanno così ripreso lo scoop (sigh) e ci hanno aggiunto anche un pò del loro tacco iNiorante. Tutto questo falso scoop ovviamente finirà nel cestino, giuridicamente parlando, ma di certo bisogna interrogarsi sul giornalismo reazionario italiano....

Non a caso, il giorno stesso, nella stessa prima pagina, in basso a sinistra Libero pubblicizza il calendario di Mussolini. Come ci insegnano loro, la domanda e l'offerta sono funzioni correlate.

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venerdì, 22 ottobre 2004

Un uomo un mito, si diceva un tempo, anzi meglio, un'istituzione.

In primis: niente facili battute su quest'uomo. In aggiunta: non si è compreso ancora il compito sociale che rappresenta: far sentire un pò filosofi, e autorizzare a definirsi in tal modo, tutti quelli che insegnano Kant (piuttosto che S. Agostino) alle scuole medie, inferiori o superiori (piuttosto che alla sede della cepu).

Questo compito divino che lui porta avanti con perseveranza degna di Mosé, cioè riscattare l'italiano medio dalle secche della sua mediocrità (in senso letterale) è cosa immane. D'altronde accanto a lui, persino il monumento della foto, ma anche un pilone di gomme goodyear, brillano di intelligenza propria.

Un uomo, si diceva, vittima dell'inquisizione anti-cattolica, delle lobby dei culattoni, e delle orde di madri single, tutti legati a doppio filo con la massoneria degli avvocati divorzisti. Lui e Tremaglia hanno sfidato così, in un colpo solo, l'Unione Europea e la mala education. E sono nostri, italici martiri.

Accanto a loro due un manipolo di opinionisti emarginati, Piero Ostellino, Della Loggia, e Paolo Mieli che, da buoni pensatori liberali, difendono la discriminazione delle loro opionioni (discriminanti). Il discorso torna, o no?

Per cui sarebbe una discriminazione non affidare una carica ad una persona, per il semplice fatto che ha opionioni opposte a quelle che la detta carica si propone di promuovere. Un mafioso, per esempio, se assicura che le sue opinioni in fatto di mafia non incideranno sulla sua rsponsabilità istituzionale, perchè non potrebbe presiedere la commisione anti-mafia? Bisogna essere laici in queste cose, come dicono i papalini. Così uno che pensa che gli omosessuali siano dei malati, le madri single irresponsabili, l'aborto un diritto che non ha ragion d'essere, il preservativo uno strumento del demonio perchè basta la castità, il divorzio un atto contro dio, a meno che non lo faccia Casini e per l'adulterio rimanda ai passi su Siomone e Francesca (non sono al Grande Fratello), non è forse una persona adatta per promuovere le libertà civili??

Mica gli vorrete affidare la commisione per l'agricoltura? Che né capirebbe di barbabietole?

postato da: tristan_ alle ore 14:53 | Permalink | commenti
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