lunedì, 27 giugno 2005

Di cosa si vuol parlare, qui: del fatto che le indagini della polizia postale su *crocenera anarchica*, hanno portato alla più totale violazione della privacy ai danni di 6ooo utenti di Aruba.it, e più di 5oo mailing list ad essa agganciate.
Per non finire in un Grande Fratello, dove, con il pretesto della caccia a qualche "sovversivo", si piazzano ovunque microfoni e spie, come nella campagna di Smith, protagonista di 1984 di Orwell, occorre sensibilizzarsi sul tema.
Perchè la privacy è una cosa che non si può svendere al miglior offerente!

Questo qui sotto è il comunicato autistici/inventati:

Ripercorriamo i fatti

I servizi di crittografia (che garantiscono la riservatezza dei dati delle e-mail, per esempio) offerti dal server di Autistici/Inventati, collocato presso la webfam di Aruba, sono stati compromessi in data 15.06.2004. Ne veniamo a conoscenza il giorno 21.06.05. Un anno dopo.

Quel giorno di un anno fa, gli inquirenti, alias Polizia Postale, nel'ambito dell'inchiesta che ha portato alla sospensione di una casella e-mail (croceneraanarchica-at-inventati.org), in collaborazione con lo staff di Aruba, hanno spento, senza nessun preavviso o comunicazione di nessun genere, il nostro server e si sono copiati le chiavi necessarie a rendere possibile la decrittazione della Webmail, che usa il protocollo di crittazione riconoscibile dall'indicazione HTTPS; da allora hanno avuto, potenzialmente, accesso a tutto il contenuto del disco, compresi i dati sensibili di tutti gli utenti.


Quando ci accorgemmo che il server non era raggiungibile, chiamammo ripetutamente e piu' volte la webfarm di aruba, chiedendo spiegazioni sul down. Si inventarono dei finti problemi tecnici, decidendo senza troppo soffrirne, che i loro clienti, le loro clausole contrattuali, i diritti degli utenti di un provider non valgono nemmeno una telefonata per avvertire i propietari del server; un posto dove conta di piu' la menzogna e l'assenza di rispetto dei piu' basilari diritti civili.

La nostra presenza, e quella dei nostri legali durante l'intervento avrebbe permesso di procedere al prelievo dei dati senza dover violare la privacy di tutti gli utenti che utilizzano i nostri servizi di crittazione. Avremmo potuto, e dovuto, avvertire per tempo.

Abbiamo sempre sospettato che un'azienda con un nome auto esplicativo, con la web farm in Via Sergio Ramelli (molto stimato martire fascista, a sentir dire Paolo Landi, dell'accoglienza della webfarm), non fosse degna di fiducia, tanto da un punto di vista personale quanto da un punto di vista tecnico.

Il pessimo servizio offerto ci aveva abituato, tristemente, a sentir scuse difficilmente credibili, riguardo ai numerosi problemi tecnici avuti con il servizio.

Purtroppo, nel giugno del 2004, non avevamo alternative. Il server doveva trovare una collocazione e nessuno dei posti che avevamo trovato dava maggiori garanzie da un punto di vista di rispetto della privacy dei propri clienti, ne' tantomeno nel semplice rispetto degli obblighi contrattuali. Ci siamo affidati ad Aruba, ed abbiamo sbagliato.

Quello che e' successo e' per noi molto grave, e non vogliamo nasconderci dietro difficili prospettive di revanche. Sara' una battaglia dura, che combatteremo su tutti i fronti possibli, non ultimo quello legale.

La nostra quotidiana paranoia nella gestione dei dati personali, tesa e difendere i dati di tutti i nostri utenti, non e' stata sufficiente, per mancanza di risorse e forse anche per il senso di inconscia ed ingiustificata fiducia nei confronti della legislazione che regola il diritto alla privacy.

Abbiamo interroto i servizi di crittografia, in quanto al momento non piu' sicuri, a breve interromperemo anche il servizio di posta. Riattiveremo, in tempo breve, presso un diverso provider, un secondo server, bonificato.

Ma questo non sara' sufficiente. E' evidente che di fronte ad un investimento sempre maggiore di uomini e mezzi dedicati alla violazione sistematica della privacy di utenti, quali essi siano, e' necessario ripensare il senso e la strategia di un progetto come il nostro.

Consci della situazione di debolezza in cui ci trovavamo (tristemente confermata dal peggior scenario teorico possibile) stiamo lavorando da ormai un anno ad una ricostruzione di tutta la nostra infrastruttura; adeguando per quanto possibile il livello di attenzione necessaria ad una difesa minima della privacy degli utenti. Presto, speriamo entro la fine dll'estate, entreremo nei dettagli tecnici che speriamo servano per dare la dimensione dello sforzo necessario alla costruzione di infrastrutture minime necessari a garatnire delle cose che, in teoria, dovrebbero essere diritti civili. Per quello che possono valere queste espressioni.

Una cosa pero' e' necessario che venga profondamente compresa da tutti; non e' possibile delegare la gestione della privacy; a nessuno. Non esiste struttura politica o strumento tecnlogico in grado di garantire con certezza la tua privacy.

Invitiamo quindi tutti, ancora una volta, ad utilizzare in prima persona, senza affidarsi ciecamente ad altri, strumenti di crittografia forte (gpg per sempio) tanto per la posta quanto per la salvaguardia dei dati sui propri dischi. Il buon senso fara' il resto.

Da parte nostra, potremo solo garantirvi che continueremo a fare il possibile per proteggere la riservatezza delle vostre e nostre comunicazioni, e quindi, semplicemente, la liberta' di tutti di esprimersi e di comunicare.

22 giugno 2005. Il collettivo Autistici/Inventati

postato da: tristan_ alle ore 13:03 | Permalink | commenti
categoria:anti fascismo
giovedì, 09 giugno 2005

Rischia di perdere la voce il giovane dj di Radio Onda Rossa (Ror).

Si chiama Bernardo ed è stato accoltellato da militanti di Forza Nuova nell'occasione di un loro assalto con bastone e coltelli al centro sociale di Roma: Forte Prenestino, dove si stava svolgendo la fine di una festa organizzata per l'auto-finanziamento della radio. (per contribuire: http://www.ondarossa.info/)

Una delle lame fasciste ha trapassato vari centimetri della gola del ragazzo, che è stato ricoverato, ed ora attende la visita neurologica.
Secondo l'Unità di oggi, se la lesione fosse grave, il ragazzo rischierebbe di poter emettere "poco più di un suono sottovoce".

A Bernardo và tutta la solidarietà possibile e la speranza di una sua totale guarigione.
E si ha pure l'ardire di sperare che sull'ennesimo caso di agguato fascista a spazi sociali, si faccia giustizia.

Qui sotto la commovente lettera delle madri di Carlo e Dax:

***

I nostri figli, uccisi dalla stessa violenza
ROSA FILO*
HAIDI GIULIANI**
Abbiamo paura e vorremmo gridare, ma l'indifferenza di una parte troppo grande di questo paese ci fa disperare. «Odio gli indifferenti» scriveva Gramsci nel 1917 «L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera passivamente, ma opera... Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa...»

La massa ignora oggi come ieri perché, in un'epoca in cui la comunicazione sembra pervadere la nostra vita, c'è una grande informazione che non informa, che seleziona le notizie, o le nasconde, o stravolge i fatti.

La massa ignora perché la gran parte dei politici che ha eletto è interessata esclusivamente al proprio meschino potere.

La massa ignora perché si continuano a impoverire e umiliare la scuola pubblica, la cultura; si criminalizzano i giovani che cercano gli spazi che vengono loro negati, spazi di scambio culturale, di confronto, di crescita; si accusano di illegalità e si perseguono i giovani che denunciano le infinitamente grandi illegalità del mercato e degli altri poteri.

Abbiamo paura perché è successo di nuovo, continua a succedere, nell'indifferenza della gente, nell'indifferenza di una classe politica che si copre gli occhi, le orecchie, la bocca; non vuole vedere, non vuole sapere, e forse pensa perfino di poter trarre qualche vantaggio da un senso diffuso di paura.

Nel giro di due giorni, a Roma, ci sono stati feriti, feriti gravi: avrebbe potuto anche «scapparci il morto». Il 2 giugno un piccolo corteo di pacifisti, autorizzato, è aggredito da carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa con una furia e una violenza incomprensibili per chi non ha visto Genova, e Napoli, e Milano, e Torino. Le foto scattate documentano le pozze di sangue sulle rotaie del tram.

Non è la prima volta.

La notte del 3 una ventina di fascisti, con bastoni, bottiglie e coltelli, la faccia coperta, aggredisce alcuni giovani del centro sociale al Prenestino: una delle lame si ferma a mezzo centimetro dalla vita di un ragazzo.

Non è la prima volta.

A Roma, come a Milano, come in molte, troppe altre città.

Da mesi, da anni ormai, c'è chi documenta e denuncia, inutilmente.

Abbiamo paura e vorremmo gridare: che cosa aspettate, che cosa volete davvero?!

Ecco: questi sono i nostri figli e le nostre figlie.

Violentati dalla stessa violenza, uccisi dalla stessa ignoranza, oggi come ieri.

E voi, indifferenti, siete i complici e i mandanti.

*madre di Davide Cesari, detto Dax, ucciso

a Milano nel 2003, da fascisti

** madre di Carlo, ucciso a Genova nel 2001,

da carabinieri

tratto da:

http://www.ilmanifesto.it/

postato da: tristan_ alle ore 15:23 | Permalink | commenti
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