venerdì, 03 febbraio 2006
 A 2006 anni dalla nascita di Gesù Cristo
uno sciame di cavallette prese d'assalto sacre terre.
Ha un bel dire il portavoce di Iddio: "ma qui, ma là"
Simpatico uomo, non è certo colpa mia se le parole
son quel che sono
Le cavi/ provi / le cavi le zampette,
e gli tagli come può la scatola cranica
Converrà, dentro c'è un cervello
di insetto.
Uno, magari appassionato, gira la rotellina
poi quelle agiscono spontaneamente.
E così via; questo da duemilasei e più anni.

Notte.
I manovali della più nota cooperativa rossa della città
hanno issato su due stecche di ferro
un grosso manifesto con dei disegnini: diciamo uno spicchio di luna
gialla e pallida
su un cielo blu dal rossore per la stella benedetta.
come si fanno a contenere dentro un unico cosmo
gli astri di oggi?
Nello strepito delle guerre combattute all'unisono
sotto, sopra il vociare dei disillusi,
si sono ammutinati tutti gli oroscopi.
Quando la morte è solo un mandarino di legno
tenuto in mano in una discarica lunare.

Lei
Con dei grandi occhi portati con fede,
piccole costellazioni
sotto occhiali quadrangolari;
sguardo virginale di chi l'ha preso in culo
più e più volte.
Occhio rubato e diviso,
con una pupilla di passaggio non sua che,
irriconciliata con il mondo,
vola via all'orizzonte
come fosse un silenzioso e disciplinato sciame di cavallette.
postato da: tristan_ alle ore 16:06 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesie