sabato, 15 ottobre 2005

Dove sta la spada, nel corpo. Terra mia, o mia terra, sciacquati di dosso tutto lo sporco che c'è, ritorna al peccato originario, dove sta la terra più umile, la terra di una tomba scoperchiata. Chetati, e sappi sentire il silenzio della farfalla e il freddo dei brividi, l'anima il cielo la danza che si scontra con gli spigoli di ferro. Dove sta la spada, nello scheletro scarnificato del tedio che ti trascini....



Perderai,
pezzi di carne, tra qui e l'alba dei secoli
Perderai, la goia e
l'immortalità
la purezza, e tutto ciò che non è mai esistito.
Dirò al cosmo che occorre un sacrificio, e tra spasmi e fiotti di sangue sgozzerò una ad una le stelle; ti voglio in silenzio e capace di ascoltare il volo della farfalla e il freddo dei brividi, l'anima il cielo la danza che si scontra con gli spigoli di ferro.


In silenzio, su questa vallata immensa, su questo dirupo verde fatto di alberelli, di casine, e di un sole che ci si bagna sopra.
Qui la notte, sulla bava della luna che si mangia gli ossicini, io sto in silenzio nel frastuono dei giorni a venire.
E di qui passa il fiumiciattolo, uno stretto specchio di due chilometri traverso lo sputo delle pecore, e di qui la voglia di vita mentre la volpe sbrana la preda.
Uno strillo!




E' la cattiveria incinta.
Una casa a fuoco, due pompieri.
Ma ti prego, mia terra, o terra mia, ti voglio in silenzio e capace di ascoltare il volo della farfalla e il freddo dei brividi, l'anima il cielo la danza che si scontra con gli spigoli di ferro.
In silenzio!
E sentirai il vento che passa tra i cespugli, e il volo del falco, quando quello si lancia sotto una pioggia di frecce che gli staccano di dosso tutte le ali,
e solo un corpo in avaria arriva a terra.
Succo di sangue assorbito dalla terra, la mia terra.

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giovedì, 06 ottobre 2005

Sedici anni vanno e vengono,
ma sono un taglio
su un filo di corsa campestre.
Questa poesia si occupa
dell'immensità del cosmo,
piccolo come un uomo di fronte
alla cruna d'un ago.
Là sta il segno del destino,
Marte è un pianeta vicino.
Dite: chi mai potrebbe non innamorarsi
di una bandiera
che punta su questi cieli?
Eh?

postato da: tristan_ alle ore 20:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesie
giovedì, 06 ottobre 2005

Un comandante nella guerra tra greci e barbari, un uomo senza scrupoli, appena prima di essere ucciso in combattimento, ottiene la salvezza e la vittoria in cambio dell'anima venduta al Dio della guerra (Ade, figlio ribelle di Zeus) che si serve di lui trasformandolo in un suo braccio armato per perpetrare i peggiori crimini contro i civili.
Ad un certo punto Kratos (questo il nome del protagonista) è così posseduto da un'entità sanguinaria che il sangue dei morti gli si fissa come perenne tatuaggio sulla pelle. Alla fine si schifa così tanto di se stesso, che decide di intraprendere un epico viaggio per raggiungere la vetta dell'Olimpo e uccidere il Dio della guerra, per conto di Atena, che gli ha promesso la cessazione degli incubi che lo attanagliano.
Per far questo deve prima ottenere il vaso di Pandora, dotato di poteri straordinari, che si trova ben nascosto tra i labirinti e trabocchetti dell'immenso tempio di Pandora, costruito da uno scienziato pazzo sulla schiena di un ciclope enorme (Titano).
La storia del gioco comincia allorchè Kratos ha deciso di suicidarsi per il rimorso, gettandosi da una scogliera altissima.
Da quel momento si torna indietro nel tempo, alla settimana precedente per cambiare il corso della storia, sbarcando ad Atene, mentre gli abitanti si stanno difendendo da Ade, un Dio enorme che sta calpestando e dando fuoco all'intera città!
Alla ricerca dell'oracolo...

postato da: tristan_ alle ore 20:15 | Permalink | commenti
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