venerdì, 30 settembre 2005
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mercoledì, 28 settembre 2005

Il Cd GE2001 nasce da un'idea di Supporto Legale per raccogliere fondi sufficienti a finanziare la Segreteria Legale del Genoa Legal Forum, impegnata con gli avvocati sui processi seguiti ai fatti del luglio 2001 e impegnata ad elaborare il complesso volume di materiali audio e video su cui si basa la gran parte delle udienze.

Alcuni degli artisti più importanti della nuova scena musicale italiana partecipano a questa compilation: dai Subsonica alla Bandabardò, da Elio e le Storie Tese agli AssaltiFrontalTetes de Bois, Punkreas, Meg e molti altri ancora.

GE2001 verrà distribuito dal 28 settembre in abbinata facoltativa in tutte le edicole - dove sarà disponibile per due settimane – e successivamente nei normali punti vendita di dischi e CD, al costo di 8 euro.

Tutto questo grazie alla collaborazione de il Manifesto, Liberazione, e CARTA, nuovamente insieme per permettere che la memoria di Genova e di quanto è stato e continuerà ad essere, sempre, collettiva. Supporto Legale, da parte sua, provvederà alla circolazione del progetto presso l'ormai vasto circuito di distribuzione alternativo, tra centri sociali, associazioni e organizzazioni sparse sul territorio.

Il progetto GE2001 è cresciuto grazie al contributo di artisti e gruppi italiani che hanno voluto, in questo modo, partecipare ad un recupero della memoria collettiva e ad un progetto di finanziamento tanto importante quanto politicamente condiviso.

Il progetto grafico, con la copertina donata da Filippo Scòzzari, rispecchia la scelta operata alla sua nascita da Supporto Legale: rifiutare la logica della suddivisione in buoni e cattivi, lavorare per la difesa di tutte e tutti coloro che siano coinvolti in un procedimento, assistere da un punto di vista tecnico, economico e comunicativo la Segreteria Legale di Genova impiegando tutte le energie (volontarie) possibili.

Perchè la memoria è un ingranaggio collettivo.

Il cd è in vendita:
- per le prime due settimane, in edicola con Il Manifesto, Liberazione, Carta;
- da metà ottobre, nei negozi di dischi e nelle librerie.

E' possibile ordinarlo direttamente a Supporto Legale, scrivendo a magazzino a supportolegale.org

https://www.supportolegale.org/?q=ge2001

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martedì, 27 settembre 2005

postato da: tristan_ alle ore 17:08 | Permalink | commenti
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martedì, 27 settembre 2005

Oggi ho sentito questa voce,
e giuro, giuro su dio che quelle ultime parole
sembrano un'eco di secoli e sistemi solari.
Ora, io scrivo di questo, e non so come non potrei.
Chi non può capire, non capisca.
Spegnete dunque le luci e le televisioni,
la voce qui è la potenza allo stato puro
racchiusa in un palmo di mano.
Non è vero che è una bellissima voce,
così, come si direbbe di una bellissima voce qualunque.
Trascende tutte queste abitazioni terrene
e si spara nel cosmo.
E' come il ghiaccio più ghiaccio che ci sia,
tale da ustionare le ridicole carni umane.
"La scolastica compunta chiede moderazione!"
ma questa è cosa per definizione estrema.
E' la voce che ti congela,
ma non basta,
pure ti smuove disintegrandoti in mille quadratini.
Anzi,
quella voce non esiste,
non può esistere.

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venerdì, 23 settembre 2005

Quando ero piccolo e passavo da camera di mia sorella vedevo sempre un libro sul tavolo di cristallo.
Si trattava dell'Immortalità di Kundera e ad occhio non mi piaceva per niente.
Aveva questa copertina grigia, una roba delle edizioni Adelphi, con un dipinto antico, raffigurante un angelo maschile che spingeva nel vuoto un angelo femminile.
Non mi piaceva perchè sapeva di vecchio, di classico.
Eppure mi incuriosiva, se è vero che ho ancora ben presente questa scena.
Chissà, chissà com'era fatto dentro quel libro, pensavo.
Se ci saranno storie di angeli, se farà ridere (ma non credo) o se farà piangere, o se annoierà.
Ecco, la curiosità era proprio questa, in definitiva: volevo sapere se quel libro era così grigio e noioso come sembrava.
Crebbi e un giorno lo aprii, quindi lo lessi.
Non mi è mai piaciuto lo stile delle edizioni Adelphi.



nella foto: L'uragano Rita; da Repubblica.

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giovedì, 22 settembre 2005
Ok,
lo dico subito che è meglio. E' possibile che non abbia più la possibilità di scrivere qui e altrove. Non dipende da me, non è che non ne abba più voglia. Però potrebbe succedere, ma non sono sicuro.
Spero proprio di no.
Se dal mese prossimo non ci potremo risentire, lo dico agli amici e a chi passava di qui, sappiate che mi dispiace un bel pò.
hasta siempre.
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martedì, 20 settembre 2005

Il punto,
è che bisogna essere aggressivi e sentirsi oppressi
Il punto,
è che si deve fare questo e quest'altro
Il punto,
è che si deve sbirciare dai cassetti
Il punto,
è che esistono gli spigoli, le incongruenze [oddio le contraddizioni
Il punto,
è che bisogna sempre spingere all'estremo
appiccando un fuoco, mentre se ne spegne un altro
Il punto,
è il giovane intellettuale che cerca le ragioni,
il vecchio innamorato essendo in attesa che squilli il telefono
Il punto,
è che il fuoco brucia le mani e cos'altro. Non puoi toccarlo.
Il punto,
è prendere atto di essere vivi.
Il punto,
è trovare una ragione per perdere dell'altro tempo
Il punto,
è desiderare un massacro di barattoli di vernice fresca
Ma ti prego,
ovunque tu vada,
serba con te quella spada di legno
promessa misurata dieci anni fa
sul cranio della Terra.

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categoria:poesie
giovedì, 15 settembre 2005
Ero lì che aspettavo di essere interrogato, da un professore ma anche un gendarme, tutto teso e pessimista sul mio cupo futuro.
Poche finestre e non un soffio d'aria si sentiva.
Amassati come prigionieri politici, tutti noi eravamo in attesa del sacro verdetto.
Non bastasse, nel cercare solidarietà, cominciai a scambiare qualche parola con un altro prigioniero in quella triste mattina, e quello, incurante dei rischi, si mise a parlare ad alta voce sentenziando "Dio ****, se mi sega l'ammazzo. Non me ne frega un cazzo, posso andare anche in galera ma io l'ammazzo".
Sperai dentro di me che il prof non avesse udito il pregevole sonetto dell'ignoto pazzo che mi stava accanto.
Passavano i minuti, e l'ignoto pazzo fu finalmente chiamato a deporre, e naturalmente bocciato in pieno, mentre un nero corvo posava le sue luride zampe sulle mie spalle.
Din don, toccò a me.
Insomma, come andò andò, fatto stà che feci una prova decente e mi presi un dignitoso 25.
"non ti posso dare di più perchè una risposta te l'ho praticamente suggerita"
e io: "si"
"lo accetti?"
"si"
"Firmi qui, ecco...arrivederci"
"arrivederci".
E fu così che uscii da uomo libero, e raggiunsi subito il primo tabacchino.
"Mi dia il più bel pacchetto di sigarette della mia vita" dissi alla signora, che mi dette pure più del resto che mi spettava.
Brillando di luce e soddisfazione mal celata, imboccai quindi i meandri della stazione in cerca del primo treno per tornare a casa.
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mercoledì, 14 settembre 2005

 La stanza ha due mobili. La stanza è un vaso, un tavolino e tre sedie. Ma qui gli occhi diventano gialli, tintin, una vista speciale, e vedi i girigogoli sul divano, nervi di una pelle verde che si intrecciano e si corteggiano; un'accavallarsi di fantasie e righe, sul mio divano, ora.
Giorni di sole, non significano niente per me, ma è solo buio e tutto è bagnato, se qui non ci sei te. Credo a quel che vedo, un battesimo, una cresima e una comunione nel sogno opaco della maniglia d'ottone di una porta che non c'era. Un occhio, una serratura e il mondo che non esiste.
Il muro è un coro, lo sguardo un ricordo, il pensiero un foro [sibillino nella mente di una pistola che spara felicità. E' qui la sicurezza di un oggetto scarico o la roulette russa di qualcosa che ti dirigi contro. Di tutti i moti questo è il più bello, quando le ferite girano in tondo ad un albero, e il sangue è pomodoro. Divora, distruggi, calpesta, ma tutto presto rinascerà.
Giorni di sole, non significano niente per me, ma è solo buio e tutto è bagnato, se qui non ci sei te. Tin tin. Tutto muore, sembra dire il saccente, "anche a prendere la più bella pianta di tutti i tempi"! Tutto il verde che se ne ritorna dentro il divano e le nervature spariscono. Qui ormai c'è solo una stanza, un tavolino e tre sedie. Occorre fare qualcosa.

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categoria:poesie
giovedì, 08 settembre 2005
* Diana

Mia nonna si chiamava Diana Spencer
ed è morta
ma alle volte mi riappare in sogno
e mi dice "mi raccomando, comportati bene"
ed è per quello che io mi comporto bene.

* Rap_ballad

Figlio di troia di un manager di una schifosa multinazionale
che minkia aspetti a mettere quegli sporchissimi soldi
nella mia cazzo di mano?
(la poesia è fottutamente finita.)

* E' quasi

E' quasi, è come se tra mille teste di cazzo ci fossi anche te.
Ma non è che sei una testa di cazzo eh.
Guarda, volevo dire un'altra cosa.

* E' come

E' quasi, è come se tra queste mille teste di cazzo
ci fossi anche te,
che però non sei una testa di cazzo, anzi tutt'altro.
Ecco.

* Ci sono le stelle

Quelle lassù sono le stelle.
Anche se non ci fai caso verso quest'ora ci sono sempre.
Tu sei, mettiamo, a bere acqua zucchero e limone
e fuori ci sono le stelle!
Sono come bagnanti,
arrivano, si stendono un pochino prima del bagnasciuga,
apparecchiano la tavola per il picnic sul cosmo
mettono gli ombrelloni,
e poi ci guardano.
Vedi quella là? Penso sia l'orsa maggiore, o minore non ricordo
Quello là è il carro, di più non ti so dire
e quella è la stella polare
è molto bella, non credi?
I marinai la usavano per orientarsi,
anche Ulisse...quando faceva il marinaio.
E anche il mio bisnonno.
Sai, era un marinaio.
La vita da marinaio secondo me è bella.
C'è il vento, le intemperie, le onde,
gli squali tigre, le vele issate, cazza la...cazza la goghena, com'era?
Issa la poppa, insomma quelle cose là.
Proprio bella la vita d'avventura, non credi?
Il canto delle Sirene, Afrodite, e la stella popolare.
E' bello sapere che ovunque tu vada
c'è sempre la stella polare e tu sai dove andare
da quale parte schierarti,
sai?
Credo che ognuno abbia una stella polare.
Una stella polare tutta sua, e quando è triste guarda la stella polare
e sa cosa fare.
Ci sono momenti nella vita che perdi la rotta e insegui un canto falso
e ti ritrovi contro uno scoglio
e la barca affonda
così come le tue speranze.
E sei lì, tra i flutti, ti aggrappi ad un pezzo di legno e guardi la stella polare
un puntolino giallo che ti vuole bene.
Ma mi stai ascoltando?
Ci sono le stelle.
Notte.
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categoria:poesie