venerdì, 29 luglio 2005

Ci siamo. Le primarie ingranano la marcia e i bambini sono felici.
L'ultima volta avevamo dato un'ipotesi fantastica sulla composizione degli sfidanti (cfr.
"Primarie, dunque")mentre ora si può ben valutare la lista reale e definitiva.
Prodi c'è, sostenuto dalla direzione ds più gli amici-nemici della Margherita, e lo Sdi. Di Pietro anche, così come Pecoraro Scanio con una lista arcobaleno che unisce Verdi, Pdci, più qualche girotondo e settore sindacale. Infine Bertinotti, che porta con sé Rifondazione e la neonata associazione "Uniti a Sinistra" di Folena e Martone, prospettante una sinistra allargata ma radicale e pacifista, che peschi anche tra i transfughi dell'universo diessino.
E dimenticavo Mastella, come al solito, che gongola per i nuovi arrivi ex-forzaitalioti.
Bene, ci sono tutti. Si parte.
Però ancora i programmi non sono stati ben delineati, quindi per ora si può solo accennare alle cose note.
Prodi ha preferito il tir alla bicicletta, questa volta. Con un cargo-frigorifero di merluzzi se ne andrà in giro per l'Italia di centro-sinistra, partendo dalla ridente e familiare Emilia Romagna.
Una politica moderata, e attenta all'Europa e ai conti pubblici, più la promessa del ritiro delle truppe dall'Irak, sono le prime indescrizioni.
E' il candidato favorito e un dinosauro democristiano, secondo discarica lunare.
Mentre Di Pietro fa subito sapere: "Non è mica che ci voglio costi della politica, rigore nei conti della legalità, rigore nel nepotismo, rigore non è che sfido Prodi".
E' il candidato più da cinema trash, secondo discarica lunare.
Quindi abbiamo Mastella (in foto), che dice di rappresentare il centro del centro-sinistra contro lo "zapaterismo" e per i valori della famiglia cristiana.
E' il candidato del Campanile, secondo discarica lunare.
Passiamo a Pecoraro Scanio, in veste di leader di una sinistra rosso-verde, sul modello Izquierda unida.
Un mix che però perde in coerenza, viste le passate deficienze sia nelle tematiche dell'ambientalismo, che della pace, che - infine - del lavoro, se si guarda alla precedente esperienza ulivista o degli ormai timidi Verdi tedeschi.
La lista arcobaleno vanta l'appoggio di un intellettuale come Asor Rosa, e rappresenta il primo serio tentativo di concentrare gli sforzi per l'unità nella frastagliata sinistra italiana. I cinque anni di opposizione hanno fatto loro bene.
Pecoraro Scanio è il candidato della destra della sinistra del centro-sinistra, secondo discarica lunare.
Infine l'ultimo contendente, dato per maggiormente competitivo tra gli sfidanti di Prodi, è Bertinotti, in rappresentanza della sinistra radicale: quindi delle tematiche femministe e i diritti ai gay, le politiche del lavoro, la lotta contro i Cpt, una reditribuzione maggiormente egualitaria delle ricchezze e la promessa di un comunismo precedentemente tradito.
Inoltre Bertinotti vanta un appello al voto di Ingrao e Heidi Giuliani e di un centinaio di personalità di spicco non rifondarole.
Per discarica lunare è il candidato senza se e senza ma, Ma è pur vero che Se si tieni conto del suo peluche di cachemire e delle sue logoranti apparizioni televisive...

Sul fronte opposto, in vista delle politiche 2006, Berlusconi si è riproposto sicuro candidato del centro-destra e del neonato partito unitario.
Non si capisce proprio il perchè abbia rinunciato ad una campagna elettorale basata sui miracoli promessi in passato e sicuramente mantenuti (cfr.
"I miracoli di Berlusconi"), ma ha già pronta l'ennesima crociata contro "i comunisti", con in mano il Libro nero del Comunismo vol.2, dove si prenderanno in considerazione i crimini compiuti nell'arco di tempo che va dal 2006 al 2098.

Chiudiamo con un paio di informazioni sulle Primarie. Sono 4000 le sezioni interessate, e per la prima volta voteranno anche gli immigrati.

[l'immagine che ritrare Mastella è tratta da: http://www.iprovinciali.it/ ]

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categoria:governo balneare
martedì, 26 luglio 2005

<<A volte>> dissi a Miriam prendendola per mano <<penso che lo spirito di questa città, la sua vera essenza, sia il terror panico che qualcuno, da qualche porta, possa essere felice>>
<<Vergognati>>
<<Perchè?>>
<<Perchè hai usato il saggio sul puritanesimo di Mencken senza nemmeno citare la fonte>>
<<Davvero?>>

Questo libro mi ha sorpreso.
Sorpreso di trovarmi tra le mani un capolavoro contemporaneo non troppo conosciuto.
Divertentissimo, cinicamente violento, pazzesco, ma anche capace di commuovere nelle pagine finali, salvo scoccare il colpo di scena in extremis: questo è "La versione di Barney" di Mordecai Richler.
Il racconto si snoda, tra mille divagazioni, lungo 450 pagine, mai come in questo caso bruciate dalla foga del lettore.
Infatti "la versione di Barney" è una di quelle rare storie in cui si segue il ritmo serrato dell'onda discorsiva sino alla fine, senza pause di sorta, salvo provare una forte nostalgia per quei personaggi abilmente caratterizzati, una volta chiuse le pagine, e chiuso un mondo.

Il libro si intitola così perchè è la risposta di tale Barney - personaggio veramente sopra le righe - ad un'accusa di omicidio ai danni di un suo ex amico.
Così questo imprenditore di tv spazzatura, ricchissimo ma deluso, mezzo alcoolizzato, ne approfitta per ricostruire la storia della sua vita, dei suoi tre matrimoni falliti, in una fauna di personaggi i più svariati, dagli animalisti, agli ebrei antisemiti, dai fascisti agli editorialisti di red pepper, dalle femministe ai lettristi, dal Canada a Parigi, a Londra, con biglietto di ritorno.
Un sarcasmo corrosivo, che sia rivolto contro la propria persona o contro tutto ciò che l'attornia, che non cessa di divertire dall'inizio alla fine. Una lettura piacevolissima, se non un capolavoro contemporaneo a tutto tondo.

***

Un breve pezzo tratto dal libro: il primo appuntamento con Miriam.

A mezzogiorno tra i piedi in fiamme, il mal di testa, la stanchezza e la tensione ero ridotto a uno straccio. Decisi quindi che quello che mi ci voleva era una bella tazza di caffè al Roof Bar. Solo che una volta lì, d'istinto, ordinai un Bloody Mary. Mi ci trastullai per un pò, fino a quando scoprii che mancavano ancora tre quarti d'ora all'appuntamento, e che nel bicchiere era rimasto solo un pò di ghiaccio. A quel punto ne ordinai un altro e intanto cavai di tasca la lista con gli argomenti di conservazione che mi ero preparato. Hai visto Psycho? Hai Per caso letto Il Re della pioggia? Cosa ne pensi del vertice Adenauer-Ben Gurion a New York? Secondo te Carolyn Chessman meritava la sedia elettrica? Dopo il terzo Bloody Marymi sentivo più sicuro, e diedi un'occhiata all'orologio. Le dodici e cinquantacinque. Mi riprese il panico. Porca miseria, mi ero dimenticato di masturbarmi, e ormai era troppo tardi. E le pezze d'appoggio. Le avevo lasciate giù: sapendo che suo padre era un socialista, mi ero portato dietro La libertà nello Stato moderno di Laski, e naturalmente l'ultimo numero del <<New Statesman>> in tasca e mi precipitai al mio tavolo nella Prince Arthur Room. All'una e zero due ecco entrare Miriam, preceduta dal maitre. Mi alzai per salutarla, riuscendo a nascondere sul tovagliolino di lino una tumescenza francamente imbarazzante. Aveva un provocante cappello di pelle nera, un vestito di lana dello stesso colore e i capelli più corti di quanto li ricordassi. Era splendida. Avrei voluto dirle qualcosa di carino, ma non volevo che pensasse che ci stavo già provando. Così mi limitai ad un: <<Sono felice di vederti>> seguito da un <<Bevi qualcosa?>>
<<E tu?>>
<<Bah, io di solito pasteggio a Perrier, ma forse oggi bisognerebbe festeggiare>>
<<Be'....>
Chiamai il cameriere. <<Una bottiglia di Dom Pérignon, per favore>>
<<Ma l'ha appena...>>
<<Le spiacerebbe portarmi una bottiglia di Dom Pérignon, per favore?>>
Accendendomi una Gitane dopo l'altra cercavo disperatamente di ricordarmi qualcuno dei bons mots che avevo provato e riprovato fino alla nausea, ma non ondai oltre un:<<Che caldo eh?>>
<<Non trovo>>
<<Neanch'io>>
<<Ah>>
<<Haipercasovisto Il re della Pioggia?>>
<<Scusa?>>
<<Il re...cioè, Psycho>>
<<Non ancora>>
<<Secondo me la scena della doccia...no dimmi che cosa ne pensi tu>>
<<Be', prima di pensarne qualcosa, dovrei vederla>>
<<Giusto. Certo. Magari riusciamo a beccarlo stasera...>>
<<Ma tu l'hai già visto>>
<<Ah, vero. Adesso non ci pensavo>> Che cazzo, dov'è andato a prenderlo lo champagne, a Montreal? <<Secondo te>>, le chiesi cominciando a sudare <<Ben Gurion ha fatto bene ad accettare l'incontro con Eisenhower a new York?>>
<<Con Adenauer, vuoi dire>>
<<Certo, Adenauer>>
<<Scusa, ma mi hai invitata per [un'intervista?>> mi chiese, ed eccola lì, la fossetta. Stavo per morire ed essere assunto direttamente in cielo. Non azzardarti a posare lo sguardo sul suo seno. Non staccare gli occhi dai suoi <<Ah, eccolo che arriva.>>
<<Il servizio in camera chiede se conferma l'ordine per l'altra...>>
<<Versi, per favore. Versi e basta>>
Brindammo. <<Non sai quanto mi hai fatto felice, liberandoti oggi.>>
<<Ma dài, sei stato tu gentile a trovarmi un buco fra un appuntamento e l'altro>>
<<Veramente io sono venuto apposta per vedere te>>
<<Mi sembrava che avessi detto...>>
<<Come no. Ho una riunione. E' vero, sono qui per una riunione.>>
<<Barney, sei ubriaco?>>
<<Assolutamente no. Credo che dovremmo ordinare. Lascia perdere i menu a prezzo fisso, prendi tutto quello che vuoi. Certo qui dovrebbero mettere l'aria condizionata>> dissi, allentandomi la cravatta.
<<Ma non fa caldo>>
<<Si che fa clado. Cioè, in effetti no.>>
Miriam ordinò la zuppa di piselli, e io, chissà perchè, quella di aragosta, che mi fa schifo.
E mentre la Prince Arthur Room cominciava a basculare, cercavo disperatamente una battuta fulminante, un aforisma letale, capace di stendere Miriam, e far impallidire il ricordo di Oscar Wilde. Risultato, mi sentii pronunciare le seguenti parole: <<Ti piace vivere a Toronto?>>
<<Mi piace il mio lavoro>>
Contai fino a dieci, poi sparai.<<Sto divorziando>>
<<Oh, mi spiace>>
<<Non è che dobbiamo parlarne proprio adesso, ma insomma vistoc he non sono più un uomo sposato, tu da ora in poi sei libera divedermi ancora>>
<<Parli talmente in fretta che non riesco a seguirti>>
<<Ho detto che presto non sarò più un uomo sposato>>
<<E' ovvio, dal momento che stai divorziando. Spero solo che tu non l'abbia fatto per me>>
<<Non avevo scelta. Io ti amo. Disperatamente.>>
<<Barney, ma se non mi conosci quasi>>
E qui al nostro tavolo si materializzò - non proprio come lo spettro di Banquo, ma quasi - quello Yankel Schneider che non vedevo da quando ervamo alle elementari. Quando si dice la fortuna. <<Tu sei il bastardo che da bambino mi ha rovinato la vita. Mi facevi il verso perchè balbettavo>> tuonò.
<<Scusi, ma che cosa stà dicendo?>>
<<Lei ha la disgrazia di essere sua moglie?>>
<<Non ancora>>, precisai.
<<Per favore>> disse Miriam.
<<la signora non c'entra, chiaro?>>
<<Mi sfotteva perchè balbettavo. Mi faceva continuamente il verso,, e io, la notte, mi strappavo i capelli dalla disperazione. Sono quasi diventato matto.. Mia madre doveva mandarmi a scuola a calci. Non per modo di dire, sul serio.
Perchè lo facevi?>>
<<Miriam, non ho mai fatto niente del genere>>
<<Che gusto ci provavi?>>
<<Veramente non mi ricordo affatto di lei>>
<<Per non so quanto temo ho sognato di essere in macchina, di vederti attraversare davanti a me e di stirarti. Mi ci sono voluti otto anni di analisi, per capire che non ne valeva la pena. Tu sei pattume umano, Barney>> disse. Poi diede un ultimo tiro di sigaretta, me la buttò nella zuppa e se ne andò.
<<Cristo>> dissi
<<Pensavo che lo avresti preso a pugni>>
<<Non davanti a te, Miriam>>
<<Secondo alcuni hai un pessimo carattere, e quando hai alzato un pò troppo il gomito, come ora - il che tra parentesi, non è molto gratificante - cominci a cercar rogna>>
<<"Alcuni" chi? Mc Iver?>>
<<Si dice il nome del peccato, ma non il nome del peccatore>>
<<Mi sento poco bene. Sto per vomitare>>
<<Ce la fai ad arrivare in bagno?>>
<<Che disastro.>>
<<Vuoi...>>
<<Devo stendermi>>
Mi accompagnò in camera, dove caddi subito in ginocchio e vomitai nella tazza, mollando una scoreggia devastante. Volevo essere sepolto vivo. O fatto a pezzi. Dilaniato da quattro cavalli da tiro.. Miriam bagnò un asciugamano, mi pulì la faccia e mi accompagnò fino al letto.
<<Che umiliazione>>
<<Shh>>
<<Adesso mi odi, e non mi vorrai rivedere mai più>>
<<Stà un pò zitto>> disse. Poi mi passò di nuovo sulla faccia l'asciugamano umido e mi fece bere un bicchier d'acqua, reggendomi la testa con la sua mano fresca. Decisi che non mi srei mai più lavato i capelli in vita mia. Mi coricai, e rimasi per un pò ad occhi chiusi, sperando che la stanza smettesse di vorticare. <<Tra cinque minuti starò benissimo. Ti prego, non andartene>>
<<Prova a dormire un pò>>
<<Ti amo>>
<<Sì, sì, va bene>>
<<Ci sposeremo e avremo dieci figli>>

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categoria:
martedì, 19 luglio 2005

rane bastarde
zookeeper
un gioco ad alto tasso di dipendenza.
Consiste nell'allineare gruppi di caselle raffiguranti lo stesso animale.
Ma in fretta, che il tempo è breve!

mi diverto con le patate
potato_game
Se invece preferite qualcosa di diverso, il sito dei gorillaz contiene un gioco dove occorre mondare le patate con fare certosino, con un occhio al cronometro.

quanto mi resta da vivere?
deathclock
Se infine volete sapere quando morirete e quanto vi resta da vivere, questo link porta all'orologio della morte.
Se il giorno fatidico è domani, sarà meglio che spengiate subito il pc...

postato da: tristan_ alle ore 15:31 | Permalink | commenti (3)
categoria:t d c
mercoledì, 13 luglio 2005

Mi hanno affibbiato questo libro da leggere. L'ho trovato in camera, sulla sedia, e accanto c'era un foglietto: "leggilo e chiama Jessie per sentire come stà". Non ho proprio idea di chi sia Jessie. Ad ogni modo il libro è interessante (cinquanta pagine lette di filato, senza nemmeno alzarmi per andare a bere. Morirò disidratato). Dopo un pò sono andato a bere e poi ho compiuto una ricerca su questo autore e sul suo romanzo, e questo è quanto.

"Prendete me. Ho tutti i difetti di Tolstoj, Dostoevskij e Hemingway messi insieme. Fotterei qualsiasi contadinotta mi capitasse a tiro. Ho il vizio del gioco. Bevo. Ah, e sono antisemita, almeno quanto Freddy Roosvelt, anche se nel mio caso forse non conta, essendo al contempo ebreo. Insomma, non mi manca niente. Si, giusto una Jasnaja Poljana tutta per me, il riconoscimento del mio prodigioso talento, e i soldi per andare a cena stasera."

(la versione di Barney; Mordecai Richler)

La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate.

(dal retro di copertina)

«Non ho mai cercato di piacere a nessuno. Scrivo quel che penso e, dal momento che sono critico verso molte cose, accetto anch'io le critiche. Nessuno mi deve nulla».

(dopo aver ricevuto critiche alle sue critche sul provincialismo e anti-semitismo delle comunità indipendentiste del Quebec)

"Ho comperato questo libro al supermercato,dopo che ho visto una ragazza indecisa, rigirarlo tra le mani per un quarto d'ora, so che ne avevo letto la recensione (tralaltro positiva) su tuttolibri de La Stampa, ma in quel momento esisteva solo quella ragazza, quel libro (anche se ce ne erano altre copie sullo scaffale) ed io.

Lei poi si è allontanata ed io ho preso questa copia, se la dovessi reincontrare (la ragazza intendo) non la riconoscerei, bah ... forse mi ricordava qualcun'altra..

Il libro comunque è straordinario, nonostante sia voluminoso, si legge quasi tutto d'un fiato."

(da una recensione online)

postato da: tristan_ alle ore 16:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri consigliati
martedì, 12 luglio 2005
L'altro giorno ero ad un matrimonio. Matrimonio etero, s'intende.
Luci raffinate, cesti d'insalata e orchidee bianche per addobbo, inginocchiatoi rossi, fotografo con contratto a termine in piedi, ed infine un centinaio di persone ad assistere allo sposalizio, tra spintoni, poghi di chierichetti ribelli, e persone sudate che aspettavano il gran pranzo (che poi si rivelerà essere mezza tartina banale, e una lattina di tonno con le pinne gialle a testa).
A metà omelia, il prete ha iniziato i suoi quindici minuti di discorso politico canonico.
Ha tuonato contro i matrimoni gay in Spagna, contro Zapatero, e contro il nostro comune che ha ammesso qualcosa in questo senso.
Ha scagliato un'anatema contro quelli che non vanno mai a messa, che le chiese sono sempre vuote, e fatto l'apologia della famiglia cristiana, in crisi oggi giorno, dice.
A quel punto, mentre gli sposi sbadigliavano, Roberto, che è di indole incazzosa, ha iniziato a fare un contro-comizio, ma forte davvero, urlando: "Ah, la famiglia cristiana! Quella buzzicona della Giovanna mi ha rincornato da diritto e da rovescio e lui mi parla di famiglia cristiana!"
La gente si girava. Anche Giovanna.
"Guardatela, con chi si accompagna ora! Guardate che circonferenza che c'ha!" indicando il suo nuovo fidanzato "Badate che trippa! Ah, ma io da qui in avanti i soldi li spendo nei motori, altro ché famiglia cristiana..."
In quel momento sono entrate dodici guardie svizzere che l'hanno aggredito con le scimitarre, i chierichetti ribelli hanno preso a lanciare contro di loro manciate di riso, mentre due mormoni infiltrati fomentavano il caos.
Il prete, che è sordo, continuava a tuonare contro Zapatero; il promesso sposo si mangiava le tartine, mentre la promessa sposa, ha così sentenziato "che matrimonio di merda".
Allora me ne sono andato, tra vasi di orchidee che volavano e ciaffate nel viso di acqua benedetta, che gli sposi manco li conoscevo, alla fine.
postato da: tristan_ alle ore 19:10 | Permalink | commenti (1)
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