giovedì, 30 giugno 2005
Ogni 4 secondi una persona muore di fame; 24.000 al giorno; 9 milioni all’anno.

Nel mondo, 815 milioni di esseri umani soffrono la fame; disponiamo delle risorse necessarie a nutrire 12 miliardi di individui.

1,5 miliardi di esseri umani non hanno accesso all’acqua potabile; saranno 5 miliardi nel 2025.

Malattie dovute ad un’acqua non idonea provocano ogni giorno 30.000 morti.

I 200 uomini più ricchi del mondo possiedono quanto i 2 miliardi e 300 milioni più poveri.

1 miliardo di bambini sono sotto la soglia di povertà.

Nel 2005, ogni tre secondi un bambino muore a causa dell’estrema povertà.

In Francia, 7 ragazzi su 10 superano la maturità. In Afghanistan, 1 bambino su 4 non supera l’età di 5 anni.

Ogni vacca dell’UE riceve 3 dollari di sovvenzioni al giorno; il 40% degli Africani vive con meno di 1 dollaro al giorno.

Ogni 5 secondi sparisce l’equivalente di uno stadio di calcio di foresta tropicale umida; ogni anno viene deforestato l’equivalente della superficie della Grecia.

tratto da:
bellaciao
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lunedì, 27 giugno 2005

Di cosa si vuol parlare, qui: del fatto che le indagini della polizia postale su *crocenera anarchica*, hanno portato alla più totale violazione della privacy ai danni di 6ooo utenti di Aruba.it, e più di 5oo mailing list ad essa agganciate.
Per non finire in un Grande Fratello, dove, con il pretesto della caccia a qualche "sovversivo", si piazzano ovunque microfoni e spie, come nella campagna di Smith, protagonista di 1984 di Orwell, occorre sensibilizzarsi sul tema.
Perchè la privacy è una cosa che non si può svendere al miglior offerente!

Questo qui sotto è il comunicato autistici/inventati:

Ripercorriamo i fatti

I servizi di crittografia (che garantiscono la riservatezza dei dati delle e-mail, per esempio) offerti dal server di Autistici/Inventati, collocato presso la webfam di Aruba, sono stati compromessi in data 15.06.2004. Ne veniamo a conoscenza il giorno 21.06.05. Un anno dopo.

Quel giorno di un anno fa, gli inquirenti, alias Polizia Postale, nel'ambito dell'inchiesta che ha portato alla sospensione di una casella e-mail (croceneraanarchica-at-inventati.org), in collaborazione con lo staff di Aruba, hanno spento, senza nessun preavviso o comunicazione di nessun genere, il nostro server e si sono copiati le chiavi necessarie a rendere possibile la decrittazione della Webmail, che usa il protocollo di crittazione riconoscibile dall'indicazione HTTPS; da allora hanno avuto, potenzialmente, accesso a tutto il contenuto del disco, compresi i dati sensibili di tutti gli utenti.


Quando ci accorgemmo che il server non era raggiungibile, chiamammo ripetutamente e piu' volte la webfarm di aruba, chiedendo spiegazioni sul down. Si inventarono dei finti problemi tecnici, decidendo senza troppo soffrirne, che i loro clienti, le loro clausole contrattuali, i diritti degli utenti di un provider non valgono nemmeno una telefonata per avvertire i propietari del server; un posto dove conta di piu' la menzogna e l'assenza di rispetto dei piu' basilari diritti civili.

La nostra presenza, e quella dei nostri legali durante l'intervento avrebbe permesso di procedere al prelievo dei dati senza dover violare la privacy di tutti gli utenti che utilizzano i nostri servizi di crittazione. Avremmo potuto, e dovuto, avvertire per tempo.

Abbiamo sempre sospettato che un'azienda con un nome auto esplicativo, con la web farm in Via Sergio Ramelli (molto stimato martire fascista, a sentir dire Paolo Landi, dell'accoglienza della webfarm), non fosse degna di fiducia, tanto da un punto di vista personale quanto da un punto di vista tecnico.

Il pessimo servizio offerto ci aveva abituato, tristemente, a sentir scuse difficilmente credibili, riguardo ai numerosi problemi tecnici avuti con il servizio.

Purtroppo, nel giugno del 2004, non avevamo alternative. Il server doveva trovare una collocazione e nessuno dei posti che avevamo trovato dava maggiori garanzie da un punto di vista di rispetto della privacy dei propri clienti, ne' tantomeno nel semplice rispetto degli obblighi contrattuali. Ci siamo affidati ad Aruba, ed abbiamo sbagliato.

Quello che e' successo e' per noi molto grave, e non vogliamo nasconderci dietro difficili prospettive di revanche. Sara' una battaglia dura, che combatteremo su tutti i fronti possibli, non ultimo quello legale.

La nostra quotidiana paranoia nella gestione dei dati personali, tesa e difendere i dati di tutti i nostri utenti, non e' stata sufficiente, per mancanza di risorse e forse anche per il senso di inconscia ed ingiustificata fiducia nei confronti della legislazione che regola il diritto alla privacy.

Abbiamo interroto i servizi di crittografia, in quanto al momento non piu' sicuri, a breve interromperemo anche il servizio di posta. Riattiveremo, in tempo breve, presso un diverso provider, un secondo server, bonificato.

Ma questo non sara' sufficiente. E' evidente che di fronte ad un investimento sempre maggiore di uomini e mezzi dedicati alla violazione sistematica della privacy di utenti, quali essi siano, e' necessario ripensare il senso e la strategia di un progetto come il nostro.

Consci della situazione di debolezza in cui ci trovavamo (tristemente confermata dal peggior scenario teorico possibile) stiamo lavorando da ormai un anno ad una ricostruzione di tutta la nostra infrastruttura; adeguando per quanto possibile il livello di attenzione necessaria ad una difesa minima della privacy degli utenti. Presto, speriamo entro la fine dll'estate, entreremo nei dettagli tecnici che speriamo servano per dare la dimensione dello sforzo necessario alla costruzione di infrastrutture minime necessari a garatnire delle cose che, in teoria, dovrebbero essere diritti civili. Per quello che possono valere queste espressioni.

Una cosa pero' e' necessario che venga profondamente compresa da tutti; non e' possibile delegare la gestione della privacy; a nessuno. Non esiste struttura politica o strumento tecnlogico in grado di garantire con certezza la tua privacy.

Invitiamo quindi tutti, ancora una volta, ad utilizzare in prima persona, senza affidarsi ciecamente ad altri, strumenti di crittografia forte (gpg per sempio) tanto per la posta quanto per la salvaguardia dei dati sui propri dischi. Il buon senso fara' il resto.

Da parte nostra, potremo solo garantirvi che continueremo a fare il possibile per proteggere la riservatezza delle vostre e nostre comunicazioni, e quindi, semplicemente, la liberta' di tutti di esprimersi e di comunicare.

22 giugno 2005. Il collettivo Autistici/Inventati

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categoria:anti fascismo
domenica, 26 giugno 2005
Dal venerdì di repubblica:

Il nuovo miracolo italiano: ora siamo ultimi in tutto!

Maglia nera in 10 categorie:

1) PIL: -0,6%, maglia nera in Europa (fonte: Ocse)

2) COMPETITIVITA': 53° posto (Ocse)

3) CARO ENERGIA: 2° posto; solo la Germania ci batte in quanto a costo dell'energia (Capgemini-Ing-Efma)

4) POSTI DI LAVORO: -2% (Istat)

5) LAUREE: 12,5%, il più basso tasso nei paesi industrializzati. Peggio di noi solo la Turchia (Ocse)

6) RICERCA: meno di quattro ricercatori per mille abitanti. (Ocse)

7) DONNE: 42,7% il tasso di occupazione femminile in Italia. Il più basso nell'Europa dei Quindici. (Eurostat) 

8) BAMBINI: 16,6% il tasso dei bambini poveri rispetto alla popolazione. Il più altro nell'Europa dei quindici. (Save the children)

9) TURISMO: 5° posto. L'ITalia ha perso il 4° posto a favore della Cina (Organizzazione mondiale del turismo)

10) FIDUCIA: 84,2%, l'attuale indice di fiducia degli italiani. E' la quarta flessione consecutiva, il dato peggiore dal novembre 2001 (Isae)
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sabato, 25 giugno 2005
Ricorre il centenario della fondazione dell'I.W.W., un'organizzazione operaia statunitense, di matrice libertaria-spontaneista, ma assai diversificata al suo interno e decisamente interessante.
Nacque nel 1905 in un'America dove morivano milioni di lavoratori e decine rimanevano mutilati, per pericolosità dell'occupazione, scarsa protezione sociale, assenza di condizioni igieniche.
C'era tutta una massa di precari, per lo più immigrati, che non godevano delle protezioni dell'allora grande sindacato americano (AFL), schierato su posizioni moderate e riformiste.
Erano i cosiddetti wobblies, i lavoratori mobili, vera carne da macello-forza lavoro sfruttata dalla classe di ricchi, che si guardavano bene dal redistribuire il bottino, e che cercavano di fomentare una guerra tra poveri, lavoratori specializzati contro lavoratori precari.
Gli IWW, partendo da questa base di soggetti sociali usualmente impolitici e dimenticati dalle grandi confederazioni, tentavano di formare una "One big union" dei lavoratori americani e non.
Risulta facile, en passant, notare quanto l'invasione/evasione della precarietà nella società sia tremendamente attuale. Mentre la concorrenza tra gli spontaneisti IWW dell'azione diretta, e la verticalizzata organizzazione sindacale della ben radicata AFL (American federation of labor), sembra invece un lontano eco, vista la spoliticizzazione e crisi generale dei sindacati americani, da Reagan in poi, col ritorno di fiamma del liberismo flessibile negli affari, ed inflessibile nelle concessioni sociali.
Nell'IWW, ai suoi albori, si scontrarono due correnti, essenzialmente: quella "americanista", che prospettava una via operaia secondo le tradizioni americane della guerra d'Indipendenza, e l'altra che portava il bagaglio dell'internazionalismo socialista, secondo la tradizione operaia extra-continentale.
E però l'IWW riuscì a mescolare molto bene le istanze libertarie e spontaneiste, col solidarismo internazionale operaio, portando parallelamente avanti campagne anti-razziste e per la libertà di parola, con una discreta organizzazione rivendicativa in fatto di diritti sociali (più carenti invece sul fronte delle nuove istanze femministe), tanto che, raggiunti i 700.000 iscritti, si cominciò ad averne paura, e da allora scattò la repressione con tanto sangue versato e incarcerazioni di militanti.
Apparati mlitari, KKK e bande squadriste arruolate dai grandi imprenditori come Henry Ford fecero di loro piazza pulita.
Gli IWW criticavano anche la politica internazionale guerrafondaia, e quindi automaticamente diventavano traditori, un-american e sabotatori.
In pochi anni l'organizzazione fu scompaginata, salvo le annate sessanta e settanta, e poi il vuoto.
Ma oggi, con cent'anni sulle spalle, e la stessa determinazione, gli IWW si trovano in buona salute.
E questo compleanno, e tutti gli altri non-compleanni, sono dedicati a loro, e al fondatore, l'ex-minatore e visionario Haywood, costretto ad emigrare nella Pietroburgo immediatamente rivoluzionaria, ma mai domato, che ancora declinava il concetto alla radice della nascita del "gatto senza padroni", simbolo IWW per antonomasia, per la <<confederazione della classe operaia in un movimento per l'emancipazione dal vincolo schiavile del capitalismo, libera da barriere di razza, credo, colore, sesso, e precedenti condizioni di schiavitù>>.

letture & approfondimenti: senza patto ne' legge (odradek; pag. 310, 17 euro)
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venerdì, 24 giugno 2005

Probabilmente avrete sentito sbucare dalle vostre casse le note di una canzone. Bene, questi sono gli youth group, band astrualiana ancora una volta proveniente dalle file della epitaph, etichetta californiana, in origine solo punk, che poi si è estesa a generi più tranquilli o più rock. Tipo questi youth group, che con una perfetta miscela di indie ed emo-rock, leggermente cupa e secondo me molto ispirata, hanno ottenuto un grande risultato già con questo loro secondo album: "Skeleton jar".
Contemporaneamente un'altra loro canzone esce per l'imminente
punk'o'rama 10, raccolta punk-rock che include Offspring, Bad Religion, Rancid, NOFX, Motion City Soundtrack Millencolin, Tiger Army e tanti altri, per un totale di 27 tracce.
In ogni caso questo gruppo mi piace molto.

 

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categoria:musica
giovedì, 23 giugno 2005

L'America Latina è attraversata da moti popolari, tentativi di colpo di stato, caudilli, e repressione sociale.
In Bolivia la questione verte sui diritti degli indios, e il rifiuto popolare di svendere le ricchezze nazionali a multinazionali onnivore. Tentativo portato avanti da tutti gli ultimi presidenti, che sono stati cacciati via dalla piazza, aggravando il divario tra parlamento e popolazione, e il sistema della delega.

La questione è stata ben analizzata dal premio nobel per la pace: Adolfo Pérez Esquivel, da sempre attivissimo nella promozione dei diritti umani e sociali nel martoriato - eppure vivissimo - continente dell'America Latina.

Per leggere l'articolo completo "Resistenza e sovranità del popolo boliviano":
z-net.it

***

La Bolivia ha sofferto violenze strutturali e sociali nel corso di tutta la sua storia. Le lotte di minatori, contadini e altri settori sociali evidenziano la grave situazione che vive questo Paese. (...) Un popolo che vede aumentare fame, miseria ed emarginazione sociale mentre gli portano via le sue risorse naturali. Quando i popoli reagiscono contro le ingiustizie li accusano di essere sovversivi e violenti per le loro rivendicazioni sociali e la risposta dello Stato è la repressione. (...)

Il suolo su cui cammina il popolo boliviano racchiude grandi ricchezze naturali che, pertanto, appartengono solo a quest’ultimo. Tuttavia queste ricchezze non lo raggiungono, anzi gli vengono sottratte dalle transnazionali e dall’oligarchia che accumulano, ma non distribuiscono i loro guadagni.

Le dimissioni del presidente Carlos Mesa evidenziano le forti pressioni che hanno portato il paese alla ingovernabilità ed all’aumento della tensione, generando caos e violenza, con la minaccia incombente di un golpe militare appoggiato dagli Stati Uniti per imporre chi può proteggere i suoi interessi economici e politici, come gli idrocarburi e principalmente il gas.

Purtroppo la violenza istituzionale ha già prodotto un morto e due feriti.

(...)

La violenza strutturale e sociale ha danneggiato profondamente le condizioni di vita del Paese e la reazione del popolo, che rivendica i propri diritti sistematicamente negati, è legittima.

Gli avvenimenti si susseguono e mutano rapidamente. Speriamo che il buonsenso, che si è trasformato nel meno buono dei sensi, consenta ai leader politici ed alle organizzazioni sociali di trovare percorsi ed alternative per far rispettare la sovranità del popolo boliviano e rivendicare cambiamenti profondi nelle istituzioni dello Stato. Speriamo che questi cambiamenti, che il popolo chiede con forza, si realizzino senza violenza, mediante il dialogo e con l’obiettivo di perseguire il bene comune. (...)

[Adolfo Pérez Esquivel]

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mercoledì, 22 giugno 2005

Un pò emo-rock, un pò anni '60, un pò New found glory, il tutto condito con la consueta sprizzata minimal-punk made in epitaph. La critica li osanna, mentre alcuni preferiscono il cd precedente, più sporco ma anche più energico, adducendo come motivo una scarsa ispirazione.
In ogni caso i "Motion city soundtrack" sono uno di quei gruppi destinati a far parlare a lungo di sé.

Sul
loro sito si possono ascoltare - attraverso il launch music player - tutte le tracce della loro ultima fatica "Commit this to memory".

Questa sotto è la recensione di
Rumore #161:

Che i MCS vadano a ricercare un pubblico dalle ampie vedute questo è fuori da ogni dubbio. Commit this to Memory, pur essendo praticamente un disco punk-pop, mette in risalto l'enorme capacità della band di abbracciare con estrema facilità ed assieme, anche generi come il rock e l'emo.
Everything is alright, Feel like rain, e Time turn Fragile ne sono alcuni esempi lampanti. Sarà l'effetto del sintetizzatore tra le armonie distorte dell'intero disco, oppure le ottime linee vocali decisamente melodiche e ben studiate, ma proprio non mi resta che promuoverli quasi a pieni voti.
Ovviamente anche grazie alla loro marcata personalità

(Tony Mancuso)

voto: 4/5 (****/*****)

postato da: tristan_ alle ore 15:41 | Permalink | commenti
categoria:musica
mercoledì, 22 giugno 2005
L'ultimo grande amore, al mondo, consumato
su di una pista ciclabile:
Mi manca il tuo odore di plastica,
bambola gonfiabile.
Porto oggi e domani a spasso
per la giungla delle liane
l'ultima cucciolata del mio cane,
ingravidato dallo spirito santo.
Scrivo cose di sinistra e d'incanto
sul lampione davanti al Molo.
Ho messo un cavallino a dondolo
a dondolare
su una sedia a dondolo.
Ammirate. il fascino sensuale
di questa stampante.
Ho la stampante più elegante del mondo.
Stampanti che stampano moduli
da compilare
spie che spiano
luci che luccicano
e figure di carta che poi ritaglio
e attacco sempre sul lampione davanti al Molo.
Insomma, stamani quella macchina era parcheggiata
una ad una ad una le lamiere si sono accartocciate
i vetri delle portiere si sono infranti
in tante piccole ipotenuse di vetro di portiera
il cofano è schizzato via
il tappo della benzina schizzava benzina
quindi il tetto è saltato in aria
e sei rimasta tu, la più bella ragazza del quartiere
e forse del mondo.
Così ti ho detto, sfidando l'emozione
la timidezza, l'asma
le balbuzie
e l'acme giovanile:
Ma hai visto come sono eleganti oggi giorno
i pinguini?

postato da: tristan_ alle ore 10:29 | Permalink | commenti
categoria:poesie
lunedì, 20 giugno 2005

E così, finalmente, arrivano le primarie nel centrosinistra. Si parla dell'8 e 9 Ottobre. Prodi ha dichiarato: "Sarà una consultazione popolare, ci divertiremo". Subito è partito il valzer delle candidature. Il primo è Prodi stesso, in veste (non riconosciuta) di rappresentante di un Ulivo che non esiste, e Bertinotti, che si è già detto disponibile alla candidatura (si è prenotato cinque anni fa), in veste (non riconosciuta) di leader della sinistra radicale. Altri nomi forse arriveranno presto. Potrebbe candidarsi scudo-crociato-Marini, travestito da Rutelli (che in realtà è un bambolotto robot prodotto a Taiwan), oppure ancora Boselli, che, sfidando timidezza e globuli bianchi, rappresenterebbe così quel vasto mondo del socialismo ufficiale italiano, non craxiano e non di destra. A questa notizia Pecoraro Scanio avrebbe così reagito. "se si candida il fantasma o.g.m. di Boselli mi candido anch'io, e che cazzo!". Già pronta la controffensiva dell'Italia dei valori che ha in mente di iscrivere alla competizione un cartonato 10 metri per 5 di Di Pietro nudo, per conquistare (così dicono) il voto femminile. Il Pdci, dal canto suo, avrebbe già pensato di candidare un cosacco del Don, che però rifiuta di farsi le sopracciglia alla Cossutta. Per quanto riguarda l'Udeur, Mastella ha minacciato di andarsene, perchè le consultazioni non avverrebbero solo tra gli elettori del Campanile di casa sua.  I Ds, come si vede, ancora non hanno preso posizione, come gli capita da anni ormai. Per ora è apparsa solo la linea ufficiale di Fassino, che ritiene  giusto considerare la linea di Prodi come la propria. Mentre invece dal canto loro, Gloria Buffo sostiene che sia giusto avere un candidato diessino doc, e Cesare Salvi che sostiene che sia giusto avere un candidato salviano. Infine D'Alema è irreperibile per i giornalisti (è occupato in barca a vela, vissani-smo, e sfoltitura dei baffi).

Allora, come si svolgeranno queste elezioni? Molti pensavano ad un referendum popolare (magari a spese di Prodi), ma è lo stesso candidato favorito a chiarire che si tratterà di una sfida di corsa in bici, come ai bei tempi di Fausto.

Coppi.

postato da: tristan_ alle ore 20:13 | Permalink | commenti (1)
categoria:governo balneare
giovedì, 16 giugno 2005

Come non parlare del nuovo album dei Lag Wagon? Si intitola Live in a dive ed è una raccolta di live, appunto. Ci sono i loro grandi classici: Alien 8, Razor Burn, Violins, After you my friends.
Il genere dei Lag Wagon, come noto, è quello del pop-punk, melodico e velocizzato. Senza tante rifiniture e decisamente adrenalinico.
Tra l'altro i L.W. avevano già fatto un album live: "Live at Bizarre festival".
Confrontandoli assieme, si nota subito come sia migliorata di gran lunga la pulizia sonora e la voce del cantante. Insomma, ormai la versione dal vivo è quasi identica a quella registrata in studio. E questo è anche il peggior difetto dell'album. Chi ha già le versioni normali delle canzoni, troverà assai pocche novità in questa raccolta. Si contano sulle dita le variazioni, le improvvisazioni e tutto quanto "fà concerto". (a differenza di live at bizarre). Da questo punto di vista - forse - una delusione.
Per chi non li hai mai ascoltati, invece, e non è ostile al genere, metto qui la traccia liberamente ascoltabile di una loro canzone, tratta dal loro sito http://www.lagwagon.com/

Razor Burn:
http://www.fatwreck.com/empee/50178.mp3

postato da: tristan_ alle ore 19:04 | Permalink | commenti
categoria:musica