venerdì, 13 maggio 2005

 Ho chiuso il libro di Benni, dopo averlo finito, con un misto di incazzatura, e sconforto. Non per il racconto, che è davvero molto bello, ma perchè avevo letto in giro che questo romanzo (di formazione, oserei dire) fosse più solare e ottimista del precedente di Benni: "Achille piè veloce", che peraltro non mi era piaciuto molto (lo dice uno che adora Benni). In realtà è un libro molto cupo, soprattutto nella parte finale, che poi è decisiva per decidere se il messaggio sia di speranza o meno. L'intento dello scrittore è comunque chiaro ed univoco.

La storia è ambientata in un paese di poche anime, "nè città, nè campagna", dove vive una famiglia con tutti i suoi pregi, difetti e manie. Margherita Dolcevita, una ragazza con qualche chilo di troppo, sognatrice, ha un rapporto speciale con la Natura. Ne conosce tutti i mille risvolti. Il pioppo antico, il bosco rosso teatro di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, le farfalle, i grilli e tutte le creature della notte. Suo padre Fausto è un signore simpatico in pensione con la mania di riparare in un capannone vecchi oggetti. Sua madre Emma ha l'hobby delle telenovelas secolari, ma è una donna intelligente, anche se un pò sciatta. I suoi due fratelli sono uno - Giacinto - invasato ultrà della "National", sfigata squadra che perde sempre con la "Dinamo" governativa, e l'altro - Eraclito - un super-matematico in erba, con la passione dei videogiochi. Un giorno però accanto alla loro casetta viene edificato un cubo nero, nuova magione della Famiglia DelBene, "portatrice del Nuovo, della beatitudine dei consumi". Questi nuovi vicini, dapprima   guardati con diffidenza,  pian piano con la loro "disciplina consumista" conquistano le anime della famiglia di Margherita, e li spingeranno fino a compiere follie e crimini. Il padre della ragazza sognatrice e con il cuore leggermente malato, entra in relazione commerciale con i vicini. La madre totalmente cambiata nel look, cerca ormai solo di diventare uguale alle protagoniste della sua telenovela. Giacinto cambia squadra per amore, Eraclito apparentemente drogato di videogiochi, ha perso tutta la sua inventiva. In poche parole i DelBene sembrano conoscere ogni piccola mania dell'altra famiglia, e la utilizzano per fini propri. Il capo famiglia dei DelBene, infatti, è un grande e oscuro commerciante che sa esaudire ogni piccolo desiderio consumista (il televisore gigante al plasma, l'ultimo videogame uscito solo in Giappone), e con questa tattica si compra le coscienze altrui. Intanto il paesaggio cambia: alberi secolari vengono tagliati, pesticida ovunque, contadini che muoiono in circostanze strane,  tribù di zingari sfollate e graffitari che spariscono. Insomma, tutto ciò che si oppone al disegno che la famiglia del cubo ha in mente, tutto ciò che è "deviante" (sia pure un'innoqua comunità di grilli) sparisce dalla faccia della terra. Solo Margherita, armata di ottimismo dell'intelligenza, e fantasia adolescienziale, cerca di svegliare i suoi familiari dal "sonno che genera mostri", e contemporaneamente indagare sui truci accadimenti di quella che un tempo era un posto nè città nè campagna, mentre ora è un laboratorio dell'orgia dei consumi.

Talvolta tirato via, a tratti confuso, Margherita Dolcevita è comunque un libro che miscela sapientemente ironia (dis)incantata, comicità irresistibile, rabbia pura e cupa commozione; miscela di cui Benni è campione indiscusso. A tratti ricorda "Cose preziose" di Stephen King e "1984" di Orwell. In definitiva è un canto solitario eppure fantasioso e combattivo contro lo Spirito del Tempo; col retrogusto amaro.

postato da: tristan_ alle ore 14:28 | Permalink | commenti (1)
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