Ti lascio questa lettera nel tinello, tra gli asciugamani lavati
io non ci sarò quando la leggerai
io non ci sarò quando ci penserai
Ma prima...occorre chiarire,
per non lasciare nulla al non detto.
Quando ero in casa - assieme a te -
sentivo percepivo il tuo battito - ovunque -
già, proprio come la lavatrice in funzione
Io in te mettevo a stirare l'anima
si litigava alle volte e si spazzava insieme.
Questo tinello era un luogo di sogni
che si sporcavano e si ripulivano.
Questo amore colmo e all'ammollo
era un fruscio di bicchieri e di piatti che
volavano nel groppone.
Quando ero in casa - assieme a te -
sentivo percepivo il tuo battito - ovunque -
già, proprio come la lavatrice in funzione.
Questo tinello era il luogo dove pensavo a te,
quando mi scacciavi dalla camera da letto.
Questo amore valeva più di mille
anonimi fustini
e mai l'avrei scambiato per tutti i rolex al mondo.
Ricordi?
Il giorno che ci innamorammo.
Io mi ero sporcato e tu mi aiutasti
con lo smacchiatutto.
Io guardavo
il dischiudersi - una ad una-
delle tue mille palpebre
mentre mi riempivi di polvere bianca.
Per me non è mai arrivato il grigio sommo dei tempi
e ancora in questa settimana
ho passato le notti a pensare a te
chino su un gomito
accanto al calendario del frate indovino.
Dio quanto ti amo.
è una cosa che non si spiega coi campioni
di saponi,
con la gelosia per il venditore porta a porta - maledetto-
dell'ultima versione del folletto.
non si spiega con lo straccio e con l'alcool
ma io sento quest'energia esplodere!
Su una persiana verde ho scorto
rabbia e gioia.
Potranno mai le porte chiuse a chiave dispiegare
un muro tra io e te?
Insomma, è vero
ho sputtanato tutti i soldi alle corse di cavalli,
ma ti giuro, è vero che sono diventato povero,
ma ti amo ancora immutabilmente.
perdonami.

