venerdì, 29 ottobre 2004

DUBAI - La televisione qatariota al Jazira ha affermato che diffondera' un video del leader di al Qaida, Osama bin Laden. L'emittente ha detto che bin Laden si rivolgera' al popolo americano. Il video verra' trasmesso alle 20:00 Gmt (le 22:00 in Italia). ''Bin Laden - ha preannunciato al Jazira - parlera' dei motivi e dei risultati degli attacchi dell'11 settembre 2001''. (ansa)

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categoria:governo balneare
lunedì, 25 ottobre 2004

I comici, come se la passano?

hanno il vento, la barca a vela

i comici come se la passano?

hanno il mento, di Shakespeare la mela

tragica è la vita del comico, non per nulla

la sorte è una cosa ironica

i comici come se la passano...

male dico male, passano il giorno a pensare a come far ridere gli altri

ride la sarta e lo spillo buca, ride il trapezista e cascano tutti giù

ride l'ingegniere edile, e la gru la casa butta giù

ride il cosmonauta e lo inghiotte l'abisso blu

ride la tipa e di scopare non se ne parla più.

I comici come se la passano?

Hanno il vento, la barca a vela,

tornano ad Itaca con un cargo di battute irresistibili

e trovano i proci, no dico i proci

e allora basta, si danno alla tragedia

all'italiana commedia

all'architettura, all'album di famiglia

al gelato alla vaniglia

I proci come se la passano?

Apparecchiano su un tavolo stellare

lo stato normale delle cose.

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categoria:poesie
domenica, 24 ottobre 2004

Libero è il quotidiano di Feltri, associato col partito monarchico italiano. Chi l'ha letto in questi giorni, ma più in generale di quando in quando, sa del carattere reazionario suo proprio. Persino sulle due Simone (da loro ribattezzate 'vispe terese') hanno gettato fango, mandando uno pseudo giornalista a fingersi loro amico, e così raccontarci la loro vita in vacanza. Macabre cose ne escono fuori, quali il loro impazientirsi per i fotografi e paparazzi, e il loro stare in casa in camicetta anziché col burka.

Sono migliaia gli esempi come questo, di squadrismo giornalistico, per giunta senza controllo sulle fonti, al solo scopo di infamare tutti quelli che non la pensano come Feltri o Farina (non credo che il resto del corpo redazionale goda di qualsiasi possibilità di mettere voce in capitolo).

L'ultimo di questi esempi risale al numero di oggi in cui si accusa i no-global e imprecisati "tecnici di indymedia" (sigh) di aver aiutato bin laden. Come? Sarebbero loro ad aver pubblicato, su richiesta di un magrebino, i famosi annunci falsi sulla morte delle due Simone. L'inchiesta (sigh) nasce da alcuni scherzosi (per usare un eufemismo) giovani genovesi che hanno mandato queste informazioni (sigh) al Secolo XIX, e questi in spregio all'etica giornalistica (again) hanno pubblicato il tutto senza verificare l'attendibilità delle fonti. Gli squadristi di Libero hanno così ripreso lo scoop (sigh) e ci hanno aggiunto anche un pò del loro tacco iNiorante. Tutto questo falso scoop ovviamente finirà nel cestino, giuridicamente parlando, ma di certo bisogna interrogarsi sul giornalismo reazionario italiano....

Non a caso, il giorno stesso, nella stessa prima pagina, in basso a sinistra Libero pubblicizza il calendario di Mussolini. Come ci insegnano loro, la domanda e l'offerta sono funzioni correlate.

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categoria:governo balneare
venerdì, 22 ottobre 2004

quello che segue è il comunicato di indymedia italia dopo l'avvenuto sequestro e la denunica verso la scarsa democrazia di cui è stata testimone...

 

 

comunicato del 09.10.2004 sulla sottrazione dei due server di indymedia del 07 ottobre

 

Giovedi' 7 ottobre 2004, l'FBI, su ordine federale,
ha richiesto a Rackspace (un provider statunitense) di consegnare loro
l'hardware dei due server (ahimsa1 e ahimsa2) che ospitano indymedia italia, decine di altri nodi
del network e molti progetti no-profit internazionali.
I due server si trovavano nella loro filiale londinese e Rackspace li
ha consegnati immediatamente senza prima avvisare gli amministratori delle macchine e senza rendere
note le basi legali di questa consegna in territorio britannico.

E' un atto intimidatorio.
Un atto teso ad inviare un chiaro segnale a indymedia e a tutti coloro i quali
immaginano una realta' altra impedendoci tra l'altro di ripristinare rapidamente
i siti.

Come i mercati finanziari, oggi sono globalizzati anche il controllo,
la repressione della liberta' di informazione, la guerra preventiva senza
frontiere. Anche l'ultimo frammento di liberta' che rimane piu' intimamente
legato a ognuno di noi: la possibilita' di esprimere le proprie opinioni e
conoscere quelle altrui non e' piu' possibile ne' nel proprio paese, ne' a livello
internazionale.

Gli accordi multilaterali per estendere la legislazione di emergenza a ogni aspetto
della vita e del globo trovano in questo episodio una loro drammatica conferma, a dispetto di ogni
definizione di diritti civili, delle stesse legislazioni nazionali e delle liberta' universali.

Indymedia non conosce ancora i motivi della sottrazione dei propri dati e
questo non e' un caso, perche' non e' necessaria alcuna giustificazione pubblica per
negare la liberta' di informazione e di espressione.

L'"episodio Indymedia" e' solo l'ultimo in ordine di tempo di una escalation
preoccupante di repressione che non riguarda soltanto il fantomatico mondo del
digitale e della comunicazione, ma anche la contestazione di reati gravi come il 270 bis,
ter e quater [sic!] (associazione sovversiva, che prevede pene decennali) solo
per aver distribuito volantini in solidarieta' ad una persona arrestata,
rispolverando il quantomai attuale reato di propaganda sovversiva cosi'
amato dai regimi.
Ne sono altri fulgidi esempi la censura di Anarcotico.net, la causa di Trenitalia contro Autistici/Inventati
per nascondere il fatto di aver trasportato armi per la guerra in Iraq,
il sequestro di materiali in innumerevoli perquisizioni, la chiusura di siti,
fino ad arrivare alla guerra contro lo scambio di saperi del decreto Urbani
e della RIAA (come se condividere un file fosse grave, mentre non lo e' torturare
un uomo nelle prigioni turche).

Pensiamo che questo attacco generalizzato alle liberta' di ogni
individuo necessiti di una risposta vasta, sia sul piano delle forme che delle
pratiche, e distribuita sui territori.
Se per noi fare informazione equivale a dare ad ognuno la possibilita' di
pubblicare il proprio punto di vista e le proprie esperienze sul sito di
indymedia italia, allora difendere la liberta' di espressione significa agire,
ognuno con modi, tempi e immaginazione propri, contro questo e tutti gli altri
atti che la violentano quotidianamente cercando di rinchiuderla nei confini
della logica di emergenza e unita' internazionale.

Invitiamo tutti e tutte a esercitare pressione e attivarsi sia nella rete che
nei territori.

Oggi l'informazione e' sovversione: Uno mille centinaia di migliaia di sovversivi in ogni luogo.

http://www.italy.indymedia.org per maggiori informazioni

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venerdì, 22 ottobre 2004

Un uomo un mito, si diceva un tempo, anzi meglio, un'istituzione.

In primis: niente facili battute su quest'uomo. In aggiunta: non si è compreso ancora il compito sociale che rappresenta: far sentire un pò filosofi, e autorizzare a definirsi in tal modo, tutti quelli che insegnano Kant (piuttosto che S. Agostino) alle scuole medie, inferiori o superiori (piuttosto che alla sede della cepu).

Questo compito divino che lui porta avanti con perseveranza degna di Mosé, cioè riscattare l'italiano medio dalle secche della sua mediocrità (in senso letterale) è cosa immane. D'altronde accanto a lui, persino il monumento della foto, ma anche un pilone di gomme goodyear, brillano di intelligenza propria.

Un uomo, si diceva, vittima dell'inquisizione anti-cattolica, delle lobby dei culattoni, e delle orde di madri single, tutti legati a doppio filo con la massoneria degli avvocati divorzisti. Lui e Tremaglia hanno sfidato così, in un colpo solo, l'Unione Europea e la mala education. E sono nostri, italici martiri.

Accanto a loro due un manipolo di opinionisti emarginati, Piero Ostellino, Della Loggia, e Paolo Mieli che, da buoni pensatori liberali, difendono la discriminazione delle loro opionioni (discriminanti). Il discorso torna, o no?

Per cui sarebbe una discriminazione non affidare una carica ad una persona, per il semplice fatto che ha opionioni opposte a quelle che la detta carica si propone di promuovere. Un mafioso, per esempio, se assicura che le sue opinioni in fatto di mafia non incideranno sulla sua rsponsabilità istituzionale, perchè non potrebbe presiedere la commisione anti-mafia? Bisogna essere laici in queste cose, come dicono i papalini. Così uno che pensa che gli omosessuali siano dei malati, le madri single irresponsabili, l'aborto un diritto che non ha ragion d'essere, il preservativo uno strumento del demonio perchè basta la castità, il divorzio un atto contro dio, a meno che non lo faccia Casini e per l'adulterio rimanda ai passi su Siomone e Francesca (non sono al Grande Fratello), non è forse una persona adatta per promuovere le libertà civili??

Mica gli vorrete affidare la commisione per l'agricoltura? Che né capirebbe di barbabietole?

postato da: tristan_ alle ore 14:53 | Permalink | commenti
categoria:governo balneare